(ASI) La pace è ancora, per quella terra, un miraggio. Non si fermano le violenze in Siria. Le ostilità paiono intensificarsi e proseguire senza sosta. Il bilancio dell’ ultima azione offensiva parla di almeno quattro morti, di 24 feriti e di ingenti danni materiali. Alcuni missili, probabilmente balistici, sono stati lanciati ieri contro le raffinerie di petrolio improvvisate nel nord del paese.

L’ Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione non governativa che ha sede nella capitale del Regno Unito di Gran Bretagna, ha sottolineato che i vettori sono stati scagliati dalle navi da guerra di Mosca e dalle forze alleate del governo di Damasco. La località presa di mira è stata quella situata, nella provincia Aleppo, precisamente presso la città di Jarablus. Gli effetti delle potenti deflagrazioni sono stati drammatici. Le immagini, circolate sui social network, hanno mostrato un enorme incendio nell'area in questione controllata dalla Turchia e dalle milizie ribelli, al governo di Bashar al – Assad, sue affiliate. I soccorritori hanno trascorso molte ore nel cercare di domare le fiamme che avevano devastato l’ ambiente circostante, diffondendosi rapidamente a circa trenta autocisterne contenenti greggio.

Gli impianti dell’ oro nero, presenti nella zona, sono gestiti ufficiosamente dalla nazione della Mezzaluna e sono stati oggetto di ripetuti attacchi negli ultimi mesi. Il governo siriano e il Cremlino, suo alleato dal 1971, non hanno mai rivendicato ufficialmente la responsabilità in merito a tali imprese belliche. Esse sarebbero avvenute però , a parere dei loro detrattori, nel recente passato. La tensione tra Tayyp Erdogan e Vladimir Putin sta crescendo dunque, sul campo, nonostante le prospettive commerciali più floride. Non possono essere dimenticati, al riguardo, gli accordi relativi ai missili S 400, dell’ esercito dello Zar acquistati dal Sultano, che tanto preoccupano Washington e il resto della Nato. La Casa Bianca e l’ intera Alleanza non vedono di buon occhio tale mossa, ritenendola una potenziale e grave minaccia per la sicurezza degli aderenti al Patto Atlantico, istituito a Washington il 4 aprile 1949.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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