(ASI) Pare che la vera e propria reazione debba ancora arrivare e la tensione cresce in Medioriente. Ci si limita però, al momento, alle sole minacce verbali nella speranza che rimangano tali. Teheran ha colpito, il 25 febbraio 2021, una nostra nave cargo mentre viaggiava nel Golfo dell' Oman.

Il Consiglio di sicurezza dell' Onu condanni Teheran per aver violato la Carta delle Nazioni Unite e per i suoi continui tentativi di destabilizzare, l’ intera regione mediorientale, mediante azioni terroristiche. Lo ha scritto ieri, in due lettere indirizzate rispettivamente al segretario generale del palazzo di vetro Antonio Guterres e alla presidente di turno del Consiglio di sicurezza Linda - Thomas Greenfield, l'ambasciatore Gilad Erdan. Adotteremo tutte le "misure necessarie" – ha promesso il diplomatico di Benjamin Netanyahu nelle epistole - per proteggere i cittadini dello Stato ebraico e la nostra sovranità.

Il leader di Gerusalemme ha riunito, domenica sera, gli alti vertici della sicurezza. Nessuna decisione finale è stata assunta in merito ad una possibile rappresaglia a causa, secondo quanto si è appreso, di divergenze sostanziali tra il capo delle Forze di Difesa e il direttore dell’ intelligence. Il primo aveva sostenuto la necessità di una “risposta moderata” nei confronti del nemico di sempre. Il responsabile del Mossad aveva evidenziato l’ importanza dell’ attuazione di una più intensa. Il dibattito dunque prosegue, così come la volontà di vendetta.

La situazione rischia tuttavia di complicarsi a causa del lancio di stamane, al momento non rivendicato, di 10 razzi contro la base Usa ad Ain al – Asad in Iraq in cui sarebbe morto, “per infarto” causato dallo spavento per le violente esplosioni, un contractor civile. Sono state aperte le indagini sull’ accaduto. E’ il quarto episodio simile, nella nazione dell’ Eufrate, in tre settimane ai danni di Washington e avviene a due giorni dall’ arrivo di Papa Francesco nel Paese.

La paternità, delle offensive precedenti a quella odierna, era stata attribuita, dalla Casa Bianca, alla Repubblica Islamica e in particolare alle milizie sostenute da essa. Ciò ha portato il Pentagono a effettuare, nella notte tra giovedì e venerdì, dei raid in Siria contro i gruppi appoggiati dai Pasdaran. E’ stata la prima azione ostile dell’ era di Joe Biden.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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