(ASI) La visita a Mosca non ha generato, almeno per il momento, l’auspicata distensione delle relazioni. Rimangono poco meno di 48 ore di tempo per avviare tale processo positivo, che potrebbe portare a una situazione geopolitica più favorevole per l’ intero Occidente. La tensione è dunque ancora molto alta e la preoccupazione regna sovrana. 

La notizia è piombata, durante la conferenza stampa di ieri del ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov insieme all’ Alto rappresentante, per la politica estera dell’Unione europea, Josep Borrell. Il Cremlino ha deciso improvvisamente di espellere tre diplomatici. Il provvedimento punitivo, giunto a sorpresa come una doccia fredda in pieno inverno, ha preso di mira la Svezia, la Polonia e la Germania. L’accusa rivolta loro è quella di aver partecipato alle manifestazioni, “illegali” in quanto non autorizzate dalle autorità competenti, del 23 gennaio scorso. I sit – in erano stati organizzati a supporto dell’oppositore Alexiei Navalny. E’ stata durissima la reazione del rappresentante, del vecchio continente, che ha domandato alla controparte di rivalutare la scelta assunta. Gli ambasciatori di Vladimir Putin a Berlino, Stoccolma e Varsavia sono stati convocati immediatamente dai rispettivi governi da cui sono ospitati. Tutti hanno condannato l’iniziativa, minacciando una “risposta adeguata” contro lo Zar. “Riteniamo che tutto ciò sia ingiustificato”, ha commentato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, incontrando i giornalisti con l’ omologo di Parigi, Emmanuel Macron. Entrambi sono tornati a chiedere la liberazione, immediata e senza condizioni, del blogger condannato a 3 anni e 5 mesi di carcere (pena ridotta di 12 a causa di quella già scontata) e dei dimostranti scesi in piazza in suo sostegno. La medesima domanda è stata ribadita dalla nazione d’Oltremanica, ovvero dalla Gran Bretagna di Boris Johnson e dagli Stati Uniti, guidati da Joe Biden. La neo amministrazione, che si è insediata alla Casa Bianca lo scorso 20 gennaio, ha preannunciato la volontà di consultare la Nato per intensificare la pressione sulla Russia, affinchè essa torni a rispettare i diritti umani e avvii, non sollevando altre polemiche mediante l’accusa di ingerenza nei propri affari, una conclusione positiva della vicenda.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

 

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