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(ASI) E' in atto da alcuni giorni a New York una protesta, che potrebbe avere importantissimi sviluppi se questa iniziativa si diffondesse a livello mondiale e venisse attuata particolarmente nei luoghi simbolo della finanza internazionale.
La protesta va avanti anche se il sindaco di New York Bloomberg e le istituzioni federali americane stanno tentando di farla passare sotto silenzio, minimizzandone la portato e al contempo anche di reprimerla, rubricandola tra le questioni di semplice ordine pubblico ("occupazione di suolo pubblico e ostacolo del traffico!).

La manifestazione ha come obiettivo l'occupazione simbolica di Wall Street, in primo luogo attuata contro un altro imminente salvataggio delle banche private al solito... con i soldi dei contribuenti americani, costretti a pagare più di tutti la crisi causata dalle speculazione finanziaria. Nonostante gli interventi della polizia non si arresta la discesa in piazza persone del comitato comitato (indirizzo: www.occupywallst.org), che sostengono di rappresentare tutte le categorie sociali americane maggiormente colpite dalla crisi.

Infattii, centinaia di persone, soprattutto ragazzi, hanno risposto e da una settimana si sono accampati in un parco del distretto finanziario di New York, vicino al 'tempiò mondiale della finanza, di cui vogliono denunciare «l'avidità». Finora sono passati però quasi inosservati, con la città presa dall'Assemblea generale dell'Onu. Fino a ieri, quando hanno provato ad alzare la voce, a marciare verso il centro, e la polizia li ha fermati. Almeno 80, secondo i dati della polizia.

Un centinaio, secondo l'Associazione di avvocati che ha deciso di sostenerli. Per farsi notare, i manifestanti hanno scelto di «esercitare pressione sui ricchi, per la loro influenza su Washington». Nel loro sito web precisano che «occupare wallstreet è un movimento popolare per la democrazia, nato in America il 17 settembre con un accampamento nel distretto finanziario di New York. Un programma vago, in cui si sono ritrovati molti giovani della classe media che hanno studiato molto ma che sono disoccupati. Sono arrivati con tamburi e bandane dalla Grande Mela, ma anche dalla Pennsylvania, Massachusetts, Texas, Missouri, aggiungendo richieste come la fine della pena di morte e dei tagli al bilancio e l'inizio dei tagli alla difesa, il ritiro dei soldati in Iraq e Afghanistan, l'abolizione della Federal Reserve, la protezione dell'ambiente. Nel loro 'quartier generalè, nello Zuccotti Park, hanno innalzato cartelli e striscioni, con scritte come «più tasse ai ricchi», In pochi giorni, alcuni se ne sono tornati a casa, altri insistono nell'accampamento, sottolineando i messaggi di solidarietà che arrivano nel web da varie parti del mondo, dove stanno sorgendo iniziative analoghe. Nel loro sito indicano che sono nati filoni tweeter o facebook come »tomalabolsa« a Madrid, o « a Londra e anche a Milano »occupazione piazza affari«. I ricchi investitori di Wall Street apparentemente però li ignorano.

Invece si spera che la popolazione prenda finalmente coscienza delle dinamiche economiche in atto, riconosca chi sono i veri artefici di questa grande crisi, che, lo ribadiamo è principalmente pagata dalle classi sociali più deboli, mentre i criminali finanziari della speculazione internazionale, ancora non sono chiamati davanti a nessun tribunale internazionale per rispondere dei loro reati contro l'umanità.

Questi focolai di protesta che si verificano in varie parti del mondo dimostrano che è giunto il momento che tutti i criminali finanziari sappiano che i loro delitti non rimarranno più impuniti!!!

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