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Politica Estera

America latina, è scontro tra Venezuela e Osa

Di Fabrizio Di Ernesto 4 Aprile 2017 – 11:05 2 min di lettura

vevsosa(ASI) È ormai scontro diplomatico tra il Venezuela e l’Osa, l’Organizzazione degli stati americani, anche per via della forte pressione che Washington esercita su questa. Il Consiglio permanente dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa) ha approvato una dichiarazione nella quale chiede al governo venezuelano di ripristinare l'ordine costituzionale nel Paese.

La dichiarazione è stata pubblicata al termine di una tesa sessione durante la quale i rappresentanti di Venezuela, Bolivia e Nicaragua si sono ritirati dal dibattito, denunciandolo come "un golpe illegale al vertice dell'Osa".

Su 35 paesi che fanno dell’Osa il documento è stato approvato da 20, mentre in 4, Bahamas, Belize, Salvador e Repubblica Dominicana. Il documento chiede anche al presidente venezuelano Nicolas Maduro di liberare i prigionieri politici e stabilire un nuovo calendario elettorale, anche se attualmente ad avere la maggioranza in parlamento sono gli oppositori del presidente, possibilmente entro la fine di dicembre.

In parziale difesa del Venezuela si è schierata l’Argentina che tramite il proprio ministro degli Esteri, Susana Malcorra, che partecipava nella sessione come portavoce dei paesi del Mercosur, ha ricordato come l'intervento della Procuratrice generale venezuelana - che ha definito incostituzionale le sentenze della Corte suprema di Caracas nella quale l'alta corte si attribuiva i poteri del Parlamento - dimostri l’esistenza della divisione dei poteri a Caracas, pur sollevando alcuni dubbi sull’ordinamento democratico del paese.

Il presidente venezuelano ha respinto il documento dell’Osa definendolo “insulso” accusando l’organismo di essere diventato un tribunale dell'inquisizione contro il Venezuela”.

In precedenza il governo boliviano aveva deciso di sospendere la riunione del Consiglio permanente dell'Osanella quale doveva essere discussa la crisi istituzionale in Venezuela.

Il governo di Evo Morales - alleato politico di quello di Nicolas Maduro - ha assunto due giorni fa la presidenza di turno del Consiglio e ha annunciato oggi, quando mancavano poche ore all'inizio dell'incontro, che la riunione era sospesa.

“Si tratta di un abuso dell'esercizio della presidenza”, aveva detto alla stampa il rappresentante del Messico, Luis Alfonso de Alba, ricordando che la Bolivia era stato l'unico Paese, insieme al Venezuela, a tentare di bloccare la precedente riunione del Consiglio dedicata alla situazione a Caracas.

Fabrizio Di Ernesto -  Agenzia Stampa Italia

 

 

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