(ASI) Ankara – L’ambasciatore russo Andrey Karlov è stato ucciso in un attentato ad Ankara. Karlov, invitato ad una mostra fotografica alla Galleria di Arte Contemporanea dal titolo “La Russia vista dai Turchi”, stava parlando ai microfoni quando dalle sue spalle un uomo ha iniziato a sparare, colpendo l’ambasciatore e l’asciandolo esamine a terra.

L’attentatore dalle prime fonti, sembra che sia un agente di polizia turco. Dopo aver fatto fuoco, l’uomo armato ha gridato più volte “Allahu Akbar” (Dio è il più Grande), “vendetta” e “Aleppo”. Le forze spelaci turche hanno da subito circondato l’edificio, uccidendo infine l’attentatore. Vani sono stati i tentavi di salvare la vita all’ambasciatore: Andrey Karlov è morto in ospedale. Nell’attentato sono rimaste ferite altre tre persone.

La Repubblica di Turchia, da diverso tempo è soggetta ad attentanti di matrice islamista. Intensificatisi dopo il tentativo di colpo di stato di luglio scorso eseguito da una parte ribelle dell’Esercito turco e ad una distensione nei rapporti tra il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.

Nei ultimi giorni nelle strade turche si sono susseguite manifestazione di protesta contro la Russia, in relazione alla liberazione della città siriana Aleppo dai sanguinari terroristi, grazie all’Esercito del legittimo Governo di Damasco presieduto da Bashar al-Assad coadiuvato dall’appoggio militare russo.

Celeri sono state le dichiarazione di condanna del gesto dagli Stati Uniti. John Kirby, portavoce del Dipartimento di Stato, ha dichiarato «Condanniamo l'attacco, da dovunque sia arrivato. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con lui e la sua famiglia».

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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