(ASI) Damasco – La situazione ad Aleppo sembra essere prossima alla conclusione. La città presente nel nord della Siria, è da anni punto di sanguinoso scontro tra le forze terroriste dell’I.S.I.S. con l’esercito della Repubblica Araba di Siria guidata dal Presidente Bashar al-Assad coadiuvato dall’intervento – iniziato a settembre 2015 – dell’aviazione russa.

Ora, dopo una riconquista straordinaria del territorio sotto dominio delle forze jihadiste, Aleppo si intravede come prossima vittoria delle truppe siriane. I miliziani islamisti e altre componenti “ribelli” al governo di Damasco (tra cui il così detto “Esercito Libero Siriano”), dal 2012 avevano insidiato il loro controllo – ognuno rispettivamente nelle sue zone di dominio – nella città; violenze, soprusi e angherie di qualsiasi genere si sono riversate sull’inerme popolazione cittadina da allora.

Ad oggi le truppe legittime del governo siriano hanno di fatto circondato la città. E in previsione dell’assalto finale, il governo ha stabilito delle importanti decisioni. Con decreto n.15 del 2016, viene concessa l'amnistia a chiunque imbracciando le armi abbia partecipato ad operazioni anti-governative, e che arrendendosi consegni gli armamenti nei tre mesi successivi alla diramazione del suddetto decreto. Come già accennato, tale amnistia viene concessa dal Presidente Assad in previsione delle nuove azioni militari russo-siriane, per addivenire al pieno controllo di Aleppo, specialmente della zona est della città, ancora sotto pesante controllo dei terroristi islamisti. Dal canto suo la Federazione Russa ha annunciato l'avvio di una campagna umanitaria attorno ad Aleppo, che avrà luogo nei pressi dell'apertura di tre diversi corridoi umanitari per i civili "ostaggio dei terroristi". Nella giornata di mercoledì 27 luglio, il governo di Damasco aveva invitato i "terroristi" di Aleppo a lasciare le proprie armi.

Già da ieri il Ministro della Difesa russo, Sergey Shoygu, su espresso ordine di Vladimir Putin, ha annunciato l’inizio di un "operazione umanitaria su larga scala" organizzata dai governi siriano e russo. Il Ministro russo, ha specificato che verranno formati tre corridoi per i cittadini che vogliono uscire da Aleppo e per chi deponga le armi. Con la presenza di un quarto corridoio, specificatamente allestito per i miliziani armati che vogliano arrendersi. In fine Sergey Shoygu, ha richiesto alle organizzazioni umanitarie internazionali presenti sul suolo siriano di compartecipare all’operazione.
Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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