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Politica Estera

Argentina, la scure di Macrì contro i lavoratori del settore petrolifero

Di Fabrizio Di Ernesto 22 Aprile 2016 – 00:39 1 min di lettura

Presidente Macri en el Sillon de Rivadavia(ASI) Continua in Argentina la nefasta cura liberista del presidente Mauricio Macrì. Il successore della presidente Cristina Fernandez infatti vuole ridurre di circa 2 mila unità i dipendenti della compagnia petrolifera Ypf, qualcuno sostiene che i lavoratori a rischio licenziamento sarebbero 2500; il tutto ovviamente per ridurre i costi.

Il piano del capo dello Stato prevede pensionamenti, pochi, e licenziamenti, molti. Le autorità giustificano la volontà di ridurre il personale trincerandosi dietro il calo del prezzo del petrolio che ha ridotti i margini di guadagno della compagnia anche se questa è una situazione comune a molti paesi eppure non tutti hanno annunciato licenziamenti in massa. La riduzione dell’organico riguarderà tutti i settori della compagnia dai quadri dirigenziali agli operai. La volontà del governo è stata annunciata nei giorni scorsi dal Segretario generale Gas y Petroleo de Río Negro y Neuquén, che ha perfino minacciato la sospensione del funzionamento degli impianti in Patagonia. Anche altre compagnie potrebbero tagliare di circa mille unità la loro forza lavoro. Macrì è diventato presidente dell’Argentina lo scorso 10 dicembre avviando una serie di misure lacrime e sangue per cancellare i progressi economici e sociali realizzati sotto la Fernandez. Le misure sono ovviamente tutte ultraliberiste che vanno dall’aumento della benzina, del gas, dell’acqua, dell’elettricità a licenziamenti in massa di dipendenti pubblici e privati. Oltre a ciò il politico filo Usa ha concordato un nuovo prestito di 12 miliardi di dollari che rischia di riportare il paese indio-latino nel baratro del fallimento già conosciuto 15 anni fa circa. Ovvero prima che i coniugi Kirchner salvassero il paese abbandonando l’ultraliberismo atlantico.

Fabrizio Di Ernesto – Agenzia Stampa Italia

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