(ASI) Il 14 luglio a Vienna , l'Iran e le sei potenze mondiali: Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina e Germania, hanno raggiunto l'accordo finale sul nucleare iraniano.

L'intesa è stata soprannominata 'piano congiunto d'azione globale' (JCPOA). Secondo cui nello JCPOA, da un lato, vengono messi limiti alle attività nucleari dell'Iran, dall'altro, c'è l' impegno da parte dei 5 Paesi + 1, dell'eliminazione di tutte le sanzioni economiche e finanziarie in essere contro la Repubblica islamica.
Il 20 luglio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all'unanimità il progetto di risoluzione sostenuto dal JCPOA, ponendo le basi per la revoca delle sanzioni del Consiglio di Sicurezza contro l'Iran. In una dichiarazione rilasciata venerdì scorso, oltre 70 personalità politiche, diplomatiche e militari europee hanno ribadito che l'accordo del 14 luglio 2015 ha trovato la soluzione per porre fine alla annosa disputa sul programma nucleare fra l'Iran e   l'occidente. La dichiarazione della UE ha esortato tutte le parti ad attuare l'accordo ed ha invitato anche la comunità internazionale a far valere tutto il peso politico per farlo realizzare. Tuttavia, nel momento in cui il mondo plaude a questa intesa, il governo israeliano ed i suoi potenti gruppi di pressione globali spingono per farlo saltare. Però, al momento, Israele e l'Arabia Saudita sembrano essere, a livello internazionale, isolati. Infatti, risolta l'antica questione, tutte le cancellerie mondiali cercano di ottimizzare i rapporti con il governo di Teheran. Ne è la riprova anche l'attuale visita che l'alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri Federica Mogherini ha fatto nella Repubblica Islamica, dove ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. I due eminenti rappresentanti hanno convenuto che già dal prossimo futuro occorre far riprendere il dialogo ad alto livello fra la Repubblica islamica e l'Unione europea. A tal proposito sono state indicate pure le tematiche in agenda da affrontate nei prossimi incontri. Ambiti in cui si dovrà parlare di: energia, trasporti, commercio, ambiente, diritti umani e della piaga degli stupefacenti. Oltre a ciò, il ministro degli esteri iraniano ha espresso la speranza che la visita della rappresentante UE Mogherini possa segnare nei rapporti fra Repubblica Islamica ed UE un nuovo inizio che sia basato sul reciproco rispetto.

La Mogherini, dal suo canto ha ribadito che l'accordo raggiunto sul nucleare tra Iran e i 5 Paesi + 1 è la dimostrazione che la diplomazia voleva raggiungere l'intesa ed ora l'Europa e l'Iran sono più vicini. Ed ha sottolineato che l'accordo è storico non solo per la firma, ma anche per il modo in cui questo è stato realizzato.
Inoltre, l'alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri Federica Mogherini, ha specificato che la svolta sulla questione nucleare iraniana ha anche un 'valore aggiunto, nel senso che può servire da esempio per come affrontare le altre questioni che sono in essere nel mondo. Difatti, l'accordo non è la fine di un processo, ma è l'inizio, facendo notare che "la piena attuazione" dell'accordo aiuterà a migliorare ulteriormente le relazioni fra UE ed Iran. Infine, la Mogherini ha assicurato anche i leader sauditi garantendo loro che l'accordo sul nucleare iraniano è "buono e solido".  Prima di tutto è un’intesa di non proliferazione nucleare che garantisce che l’Iran non si doterà di un’arma atomica per i prossimi 10-15 anni e prevede solidi meccanismi di reintroduzione eventuale delle sanzioni”. Sarà grazie a questo accordo che ne beneficerà la "sicurezza" di tutto il Medio Oriente.

 

Niger September - Agenzia Stampa Italia

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