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(ASI) L'Ucraina è ad un bivio: da una parte ha davanti a sè la prospettiva di entrare nel (fallimentare) sistema politico-economico occidentale attraverso l'adesione all'Europa di Bruxlles; dall'altra ha la possibilità di riaggregarsi alla grande comunità slava di cui oggi è espressione principale la Federazione Russa. Il Governo dell'Ucraina,  che rispecchia la volonta elettorale della maggioranza della popolazione, pare che abbia deciso per la seconda soluzione. Non senza contrasti. Perché il partito minoritario filo-occidentale, uscito dalla cosiddetta rivoluzione arancione, finanziata e diretta dai potentati economici nemici della Russia, sta dando battaglia attraverso manifestazioni e proteste ampiamente e non disinteressatamente pubblicizzate dai media occidentali.  Gli alfieri del Nuovo Secolo Americano, i potentati finanziari con i  Savi di tutte le Wall-Streets vorrebbero far credere all'opione pubblica che la vocazione dell'Ucraina è per l'Occidente. Ma fingono di dimenticare gli oltre  1000 anni di storia e il fatto che il primo Stato dei Rus è nato proprio nell'attuale Ucraina, con il Gran Ducato di Kiev. Ma gli Ucraini evidentemente sono più sensibili al richiamo del sangue che a quello dell'oro. In ogni caso, i fatti di queste ultime ore dimostrano che continuano gli effetti potenzialmente distruttivi delle ingerenze degli speculatori finanziari internazionali, guidati dall'Open Society di George Soros.
Niger SepTomBer - Agenzia Stampa Italia

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