(ASI) Uno dei grandi mali che affligge il nostro territorio, e la nostra provincia in particolare, è l'uso strumentale della legalità. La legalità utilizzata per accusare, additare e infangare.

La legalità che un giorno viene considerata troppa e un giorno troppo poca. Dire che ieri, dopo aver letto un vuoto e falso articolo apparso su un quotidiano locale, siamo basiti e delusi non rende l'idea. Perché la bassezza, la cattiveria e la strumentalizzazione alle quali si è arrivati è davvero riprovevole e sta rasentando il ridicolo. Perché se è vero che siamo in campagna elettorale, è anche vero che non si può descrivere Sant'Eufemia come un paese dove regna l'illegalità, solo per attaccare questa amministrazione e ciò che rappresenta. Nel nostro territorio il grande problema non è di certo il rispetto del codice della strada, ma le criticità sono ben altre. E in questo senso, in quanto amministratori, sfidiamo chiunque ad affermare che, in sinergia con le forze dell'ordine presenti sul territorio, non si stia facendo quanto in nostro potere per drenare e isolare fenomeni criminali ben più concreti del mancato rispetto del codice della strada.

È un dato di fatto che il nostro comune necessiti di maggiori controlli in questo senso, ma è altresì un dato di fatto che vincoli economici, di bilancio e del personale, non consentano un'azione immediata e capillare. Ciò in cui noi confidiamo, e che a buona parte dei cittadini di Sant'Eufemia non manca, sono il senso di responsabilità e il senso civico.

In merito alla questione delle motociclette della polizia municipale esposte al primo piano del Municipio, invece, ci si potrebbe fare una grassa risata nel vederle additare come uno spreco di questa amministrazione: si tratta di un acquisto di quarant'anni fa. Inserirle in quell’articolo è la prova evidente di una volontà di strumentalizzare e mettere in cattiva luce gli amministratori.

E in merito proprio a noi amministratori, definire il comune "militarizzato" è una forzatura tale da non essere in alcun modo giustificabile. E il fatto che prima l'autore dell'articolo abbia scritto "impropriamente" non rende la questione meno grave. Noi abbiamo sempre fatto in modo che la nostra vita personale e professionale non influisse sulla nostra gestione della cosa pubblica, ed è alla luce di questo che non permetteremo a chiunque altro di fare altrimenti.

Abbiamo sempre accettato e continueremo ad accettare le contestazioni per motivazioni giuste, perché siamo fermamente convinti che far emergere le cose negative serva a migliorare e a migliorarci. Ma non accettiamo e non accetteremo mai le strumentalizzazioni gratuite che, prima di fare danno a noi, lo fanno all'intera comunità, facendo anche passare sotto silenzio quanto di buono è stato fatto.

Ciò che ci guida, da sempre, sono il senso pratico (fare ciò che concretamente è possibile fare rispetto al contesto) e il buon senso che purtroppo, come nel caso di questo attacco gratuito e costruito ad arte, è venuto completamente a mancare.

Amministrazione comunale di S. Eufemia d'Aspromonte

 

Foto: Sindaco Domenico Creazzo

 

 

 

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