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Lettere in redazione

Lettera aperta a Giorgia Meloni

Di Redazione ASI 13 Novembre 2017 – 19:40 3 min di lettura

fdi1(ASI) Giulianova (prov. Teramo) -  Illustrissima On. Giorgia Meloni, vorrei portare alla Sua particolare attenzione un problema importante, che in apparenza potrebbe essere erroneamente considerato di “secondo piano”. Il quotidiano Il Tempo di Roma del 1 agosto 2016 che titolava come di seguito: “Via la Fiamma dal simbolo di FDI” dava inizio ad una discussione molto intensa all’interno del partito, sulla modifica del proprio simbolo.
L’articolo in questione riportava il parere del dott. Giovanni Donzelli secondo cui la Fiamma del MSI dovrebbe essere eliminata, mentre l’intellettuale dott. Marcello Veneziani, mostrando il suo totale disappunto, invitava a tenere in conto la grande ed ottima riuscita della mostra sui 70 anni del MSI, tenutasi un anno fa in tutte le regioni italiane ed in particolare nella città di Roma.

L’autore dell’articolo, Carlantonio Solimene, sondando la base militante del partito, arrivava a sostenere che essa sarebbe pronta ad archiviare la stagione di AN, ma è assai più restìa a cancellare la Fiamma che ricorda il sempre compianto Movimento Sociale. L’articolista ha certamente ragione. Posso confermarLe che l’elettorato di Fratelli d’Italia è molto legato a quel simbolo e che, nostalgico della politica missina, vede in esso l’emblema di tante battaglie vissute e combattute durante quegli anni duri, che hanno comunque segnato e forgiato larga parte della attuale classe dirigente del nostro Paese.

Lei sa benissimo che, recidendo le ultime radici che legano simbolicamente FDI al MSI, non si conquistano voti, bensì si perdono; togliere la Fiamma del MSI significherebbe lasciarla alla mercè di alcuni imbroglioni e pagliacci che ne rivendicano indegnamente la proprietà. Ma, confidando nella Sua grinta, sono sicuro che ciò non avverrà mai. Io credo che il dott. Donzelli, erroneamente, veda ancora nella Fiamma tricolore un sottile filo che lega FDI al periodo del Fascismo. Ma non è proprio così. Lei saprà già che a metà degli anni ’70, con la nascita della Destra Nazionale, la Fiamma divenne il simbolo anche di tanti monarchici e di esponenti democratici antifascisti.

Con la nascita di Alleanza Nazionale poi, il Fascismo venne liquidato e consegnato definitivamente alla sua necessaria revisione storica. Negli ultimi anni, per quanto concerne il simbolo, la dirigenza del partito ha ben compreso che non bisognava recidere nulla. Così, dopo una consultazione a mio dire un po’ troppo superficiale e comunque non esaustiva, qualche anno fa si è deciso di reintegrare il simbolo di AN. La base militante e gli iscritti, oltre ai simpatizzanti, non rimpiange però l’esperienza di AN che, per dirla con Veneziani “non ha lasciato alcun segno politico positivo nel suo ventennio di esistenza”. Vengo quindi al dunque.

Credo sia necessaria una ulteriore revisione del simbolo, ovvero una semplificazione che ne migliori l’impatto visivo. Il popolo di Fratelli d’Italia chiede una simbologia più chiara e più in linea con la storia del partito. Tenga presente questo anche in sede del congresso nazionale prossimo venturo. Il sottoscritto si è permesso di sondare ulteriormente il popolo di FDI su Facebook e con altri modesti mezzi di comunicazione, ed è venuto fuori che l’immagine in allegato viene preferita a quella attuale e ad altre più o meno confuse ed imprecise. Perciò pregiatissima Onorevole, non lasci che questa missiva rimanga lettera morta o magari che venga cestinata dal Suo ufficio politico. Sappia che, in queste semplici parole, viene espresso non solo il parere personale di un semplice militante, ma soprattutto quello di moltissimi altri elettori. Mi sono rivolto a Lei perché più volte mi ha rassicurato che non tradirà mai la nostra Tradizione. Ed io credo alle Sue parole.

Con profonda stima,

Mittente: VINCENZO CIALINI - Giulianova (TE)

Nota della Redazione

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