(ASI) "I tre sindacati autonomi di Polizia (Consap, Coisp e Sap) hanno lanciato un appello a tutti gli altri sindacati.

Dopo la manifestazione del 15 ottobre a Roma, che ha visto la partecipazione di 10.000 poliziotti, dato che il Governo appare sordo alle necessità del comparto, l’idea è quella di manifestare sotto casa del premier.  L’appuntamento è a Pontassieve il 27 Novembre. Così come era  avvenuto, in più di una occasione in passato, sotto casa di Berlusconi ad Arcore.

“Dobbiamo fare uno sforzo- si legge nel comunicato a firma di Giorgio Innocenzi della Consap e degli altri segretari- per arrivare ad una forte iniziativa “unitaria” in nome e per conto del superiore interesse dei poliziotti”.

Ci sono diverse ragioni che hanno portato quasi diecimila uomini del comparto sicurezza (Poliziotti, Poliziotti penitenziari, Forestali e Vigili del Fuoco) a protestare il 15 Ottobre e che li porteranno a  Pontassieve il 27.

Innanzi tutto il fatto che Renzi, sulla nuova finanziaria, avrebbe dovuto consultare, le parti sociali, come i sindacati di Polizia. E questo non è stato fatto.

E poi di ragioni di malcontento, tra gli uomini in divisa, ce ne sono a bizzeffe. Da un lato le condizioni in cui ormai lavorano gli operatori delle forze dell’Ordine. Condizioni per certi versi ostili. Sappiamo, purtroppo, che ormai non fa più neanche testo che la polizia non abbia le auto per lavorare, che si operi in commissariati fatiscenti e sporchi; che non si abbia la carta per stampare e scrivere e le divise da indossare. E le risorse per la lotta al terrorismo, dove le mettiamo? Credete che chi non ha i soldi per mettere la benzina e per pagare gli straordinari avrà i soldi per difendere i cittadini dall’Isis? E, ancora, la frustrante coscienza che a causa di certe leggi riuscire a limitare la pericolosità sociale di chi commette reati medio-piccoli è diventato molto difficile. Ci sono persone che vengono arrestate per gli stessi reati decine di volte, a volte anche in archi temporali ristretti, ma che continuano a essere liberi.

Il secondo ordine di ragione per protestare è di tipo economico. Non stiamo qui a dirvi che rispetto al resto d’Europa la polizia italiana è tra le peggio retribuite, e le peggio equipaggiate;  non stiamo qui a dirvi che come trattamento pensionistico, ma questa cosa accomuna tutto il comparto pubblico, le cose stanno solo peggiorando in maniera tragica, con delle riforme che mirano solo a risparmiare sulle spalle dei lavoratori. Non vi tedieremo con i nostri tagli agli straordinari e a tutte le altre nostre indennità, che alla fin fine servono "solo" a garantire la sicurezza ai cittadini. Né vi diremo che l’età media dei Poliziotti è altissima: oltre i quaranta anni, con punte fino a 44 come alla Questura di Palermo e in alcune anche peggio! Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso della nostra indignazione è stato sapere che nella manovra finanziaria sono stati stanziati pochi spiccioli per il pubblico impiego. Pochi soldi che, facendo i conti, si concretizzerebbe in un aumento di  circa 9/10 euro lorde euro pro capite.

Se considerate che da alcuni anni, Poliziotti, Carabinieri & C., proprio a causa del mancato rinnovo dei contratti, percepiscono una indennità di vacanza contrattuale di circa 12 euro mensili, capirete che con questa manovra, per assurdo beffa nella beffa, ci andremmo pure a rimettere. Dopo 5 anni di contratti bloccati, con una perdita che si aggira mediamente tra le 200/300 euro al mese, questi sono gli spiccioli che si meritano chi difende i cittadini? Sono gli spiccioli che si meritano coloro che rischiano la vita, ogni giorno, per difendere i cittadini e per difendere anche coloro che adesso ci stanno trattando in questo modo?

Sapete quale è la triste verità? – prosegue Igor Gelarda dirigente della Consap. Che il nostro comparto, al pari di quello della Sanità e dell’Istruzione viene visto come un costo e non come un investimento. Ed è grave non comprendere che la sicurezza è uno dei capisaldi dello sviluppo e del futuro di una Nazione. Le forze dell’Ordine hanno bisogno di una immediata e seria riforma, una ristrutturazione profonda, con la quale potremmo risparmiare centinaia di Milioni di euro, non togliendoli dagli stipendi dei professionisti della sicurezza, ma ottimizzando risorse che ci sono e vanno solo amministrate con maggiore accortezza. Insomma, ci vuole fare una di quelle che cose che in Italia raramente e di mala voglia si fa, perchè è complesso, è difficile e impegna tante energie: cioè ridisegnare completamente un comparto per renderlo moderno ed efficiente. Il comparto sicurezza, in questo caso".

Roma 13/11/2015

Il Segretario Nazionale Consap

 Giorgio Innocenzi

 

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