(ASI) Roma - Il 'Coordinamento Organizzato 9 Dicembre' prende le distanze dagli atteggiamenti violenti messi in atto dai cosiddetti "secessionisti veneti", arrestati ieri per aver costruito un carro armato con cui avrebbero minacciato di "sparare" con armi che, secondo gli inquirenti, sarebbero state fornite dalla mafia albanese".

Lucio Chiavegato è due volte secessionista: va ricordato infatti che oltre ad essere un fervido indipendentista, si unì al Coordinamento 9 Dicembre che nacque a Latina il 6 ottobre 2013 e che organizzò la famosa mobilitazione del 9 e 18 dicembre scorso. Tuttavia proprio Chiavegato preferì fingere di avere un atteggiamento democratico e pacifista, accusando l'ala di Danilo Calvani di voler fare una protesta violenta. Queste sono infatti le dichiarazioni di Chiavegato pubblicate su Il Sole 24 Ore del 15 dicembre scorso:

"E' lo stesso Chiavegato a confermare che a piazza del Popolo «non ci saranno la maggior parte dei comitati del Coordinamento 9 dicembre». «Ci dissociamo - sottolinea - anche da Danilo Calvani perché i suoi discorsi a noi non vanno bene». «La protesta è e deve rimanere sul piano democratico e pacifico. Se qualcuno vuole alimentare pensieri "strani" allora noi prendiamo le distanze»".

"Il tempo come si sa è galantuomo e ha dimostrato che i violenti non siamo noi" - afferma il portavoce del Coordinamento che aggiunge - "oggi più che mai apprezziamo quella secessione perché, a quanto pare, se c'erano degli infiltrati violenti non erano certo dei nostri. Noi amiamo e rispettiamo la costituzione italiana continuamente attaccata da una politica criminale, ci riuniamo sotto al tricolore pur rispettando chi ha manie di indipendentismo".

Per questo motivo le differenze con chi ci affiancava all'epoca sono numerose, ma va detto che allora come oggi, tutti i gesti a cui abbiamo assistito, sono dovuti essenzialmente a quel malessere sociale che la classe politica e dirigente ha creato e continua ad alimentare. Se avessimo avuto un buon governo, se avessimo avuto una buona politica, un'attività amministrativa che mirasse al benessere e alla giustizia sociale, di sicuro non avrebbero mostrato i muscoli né gli indipendentisti, né tutti gli altri movimenti. Probabilmente non esisteremmo neanche noi, perché non avremmo ragione di esistere. Ma la giustizia sociale, di questo passo è un miraggio troppo difficile da conquistare.

Oggi continuiamo a chiamarci 'Coordinamento Organizzato 9 dicembre' e, alla luce dei fatti, rivendichiamo con orgoglio il nostro nome da cui qualcuno preferì allontanarsi.

Danilo Calvani

Coordinamento Organizzato 9 dicembre

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