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Lettere in redazione

Gli esuli istriani, fiumani e dalmati scrivono a Sua Santità Papa Francesco,

Di Redazione ASI 24 Febbraio 2014 – 09:46 3 min di lettura
(ASI) Eraclea Mare (VE) - Gli esuli istriani, fiumani e dalmati presenti in Piazza San Pietro, domenica 9 febbraio c. m. scrivono una lettera a Sua Santità Papa Francesco.

A Sua Santità Papa Francesco

e p.c. Alle Diocesi italiane.

Santità, è con profondo dolore e con devota e rispettosa cristianità, ma con i nostri cuori gonfi di dolore che desideriamo esprimere la delusione per quanto notato domenica 9 c. m. in Piazza San Pietro. Un gruppo di esuli istriani, fiumani e dalmati, accompagnati dai loro figli e discendenti, coordinati dall’esule istriano Romano Cramer, assieme ad una delegazione dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, guidata dal Presidente Antonio Ballarin e dalla signora Eufemia Giuliana Budicin, del Comitato Provinciale di Roma dell’A.N.V.G.D. e addetta stampa della Mailing List Histria, ha atteso all’Angelus, con cristiana serenità e con tanta trepidante speranza, una Sua tanto desiderata benedizione assieme all’auspicato ricordo dei nostri corregionali eliminati nelle cavità carsiche (foibe) – tra il 1943 e il 1946 – in Istria, Trieste e Gorizia, a Fiume ed in Dalmazia (istituito nel 2004, il 10 febbraio 2014 è stato celebrato il “Giorno del Ricordo”).

Le era stata inviata una lettera raccomandata, mentre un fax era stato inviato alla Sua Segreteria, per chiederLe di ricordare con una preghiera i nostri fratelli trucidati e di rivolgere una parola di conforto ai loro congiunti e familiari. Migliaia di italiani sono stati barbaramente eliminati dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito; fra questi molti sacerdoti italiani come Don Francesco Bonifacio – già beatificato – e Don Tarticchio, ma anche sacerdoti sloveni e croati “In Odium Fidei”. Santità, alla nostra tristezza si è aggiunto ora un dolore profondo per non aver sentito una Sua parola di cristiana pietà dedicata alle nostre vittime e di conforto per i loro familiari. Purtroppo abbiamo rivissuto la delusione già avuta nel 2000 quando, riuniti in Piazza San Pietro, in occasione del Giubileo, il Santo Padre Giovanni Paolo II, dopo aver salutato due gruppi di pellegrini, l’uno di sloveni e l’altro di croati, ha ignorato il nostro: probabilmente non gli era stato segnalato quello di noi esuli istriani, fiumani e dalmati (sull’episodio Gian Antonio Stella ha pubblicato un articolo sul “Corriere della Sera” del 3 novembre 2000). Santità, noi non siamo in grado di comprendere le ragioni per cui questi esuli debbano essere dimenticati e non meritino un Suo cenno.

Più evidenti sono le ragioni del lungo, colpevole silenzio sulla nostra tragedia, della storia nazionale voluta dai Governi dell’Italia democratica che ha così celato le eliminazioni di cittadini Italiani e non nelle foibe, colpevoli di non essersi allineati con il regime comunista di Tito, inamovibile Presidente della Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia. L’esodo è stata la conseguenza di quella politica. Oggi le Repubbliche di Slovenia e Croazia fanno parte dell’Unione Europea e l’ottica internazionale dovrebbe essere cambiata. Assieme a tutti i Cattolici anche noi esuli abbiamo accolto con entusiasmo e speranza l’ ascesa al soglio di San Pietro di Papa Francesco Bergoglio. Certi di poter affidare le anime dei nostri morti alla preghiera di Sua Santità, e noi di poter contare sulla Sua parola di conforto, non demordiamo e chiediamo umilmente un gesto della Sua mano benedicente.

Con i più devoti e cristiani saluti.

Guido Macutz

Portavoce del Gruppo – (esule da Zara)

di esuli istriani, fiumani e dalmati presenti in Piazza San Pietro, domenica 9 febbraio c. m.

E-Mail: guido.macutz@fastwebnet.it

 



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