(ASI) In Ecuador la democrazia sembra appesa ad un filo; il Consiglio elettorale nazionale (Cne), più volte accusato di aver favorito il presidente Daniel Noboa, ha deciso ieri la revoca della registrazione dei partiti Construye e Unidad Popular motivando tale decisione con presunte violazioni della legge elettorale. I due movimenti hanno ovviamente criticato la decisione parlando di scelta effettuata per metterle a tacere ed impedire la loro partecipazione alla vita pubblica.
Secondo il Cne entrambe le organizzazioni hanno subito una drastica riduzione dei propri iscritti e non sono riuscite a mantenere almeno il 50% degli iscritti registrati; motivo per cui sono state cancellate dal registro nazionale delle organizzazioni politiche.
I media di Quito sostengono che al momento della decisione il Cne non era riunito al completo ma alla votazione avrebbero preso parte solamente quattro membri nonostante l’assenza di Enrique Pita.
La cancellazione del partito Construye è stata approvata con tre voti a favore: Diana Atamaint (presidente del Cen), José Cabrera e José Merino, più l'astensione di Elena Nájera. Nel caso di Unidad Popular, inizialmente si è verificato un pareggio, quindi il voto decisivo è stato espresso da Atamaint, con due astensioni. Questa votazione rappresentava il terzo tentativo di cancellare entrambi i partiti: la votazione del 20 marzo non aveva raggiunto il numero di voti necessario e il 21 marzo erano presenti solo Atamaint e Merino.
A seguito della decisione, il leader di Unidad Popular, Geovanni Atarihuana, ha dichiarato ai media locali che la decisione era stata presa "senza argomentazioni, fuori tempo massimo, violando tutte le procedure, la legge e la Costituzione", definendo il Cne “una vergogna nazionale”.
Atarihuana ha spiegato che secondo il Codice della Democrazia, la Cne può cancellare le organizzazioni politiche fino a 120 giorni prima della data delle elezioni. Il 27 marzo, l'autorità elettorale ha anticipato le elezioni locali.
Secondo molti critici ed analisti l’eliminazione di questi due partiti elimina la concorrenza per un progetto politico che ha gettato l'Ecuador in una crisi multidimensionale. La sospensione di nove mesi del principale partito di opposizione, Revolución Ciudadana, e la persecuzione giudiziaria di altre figure dell'opposizione, come il sindaco di Guayaquil, Aquiles Álvarez, seguono la stessa logica.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia



