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(ASI)Sulla vicenda della privatizzazione della Cardiochirurgia a Reggio Calabria finalmente il muro del silenzio,  dell’omertà  e della complicità si sta sgretolando.

Ed è particolarmente significativo che questa rottura venga proprio dal campo del centrodestra reggino.

Personalmente ho polemizzato in diverse occasioni nei confronti della gestione del dott. Raffa al Comune prima e alla Provincia dopo, perché non ho condiviso molte scelte da lui compiute.

Tuttavia, così come ho espresso apertamente critiche e dissensi, allo stesso modo oggi non posso non apprezzare l’intervento del Presidente della Provincia  di Reggio dott. Giuseppe Raffa sulla questione della Cardiochirurgia a Reggio Calabria.

E’ un intervento inatteso ma tanto più apprezzabile per la chiarezza della posizione assunta e per la scelta netta a favore della sanità pubblica e contro la privatizzazione della Cardiochirurgia, che una decisione sciagurata della Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli”, ispirata e sollecitata dal Presidente della Regione Scopelliti,  vorrebbe realizzare agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.

Finalmente non siamo più soli in questa battaglia decisiva per il futuro della sanità pubblica della città di Reggio Calabria.

Nelle settimane scorse la nostra voce  di protesta e di dissenso si era levata con forza contro un’operazione che vuole trasferire  ai privati il Centro Cuore (cardiochirurgia, cardiologia interventistica, ecc.), realizzato su mia proposta con un finanziamento di oltre 18 milioni di euro deciso e stanziato dalla Giunta regionale di centrosinistra della quale facevo parte.

Evidentemente era questo l’obiettivo nascosto che si voleva perseguire quando per anni e anni non si è proceduto all’apertura della cardiochirurgia agli Ospedali Riuniti, con il rischio di mandare in malora un investimento straordinario che ha dotato gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria di una struttura tra le più avanzate tecnologicamente sia sul piano edilizio che per quanto riguarda le macchine e le attrezzature.

E tutto questo secondo Scopelliti dovrebbe finire nelle mani dei privati, che si impadronirebbero di pezzi fondamentali  e appetibili della sanità pubblica, realizzati con fior di investimenti pubblici a carico della comunità calabrese.

E’ un disegno di privatizzazione di cui sono ben chiari gli interessi che va respinto al mittente e che deve essere contrastato in tutti i modi. Sia chiaro: la gestione privata della cardiochirurgia rappresenterebbe la negazione del diritto alla sanità per tutti i cittadini, specie in  un settore fondamentale  in cui si decide la vita delle persone.

Sulla pelle dei cittadini  si vuole realizzare un grande affare  regalando una struttura di eccellenza  con l’aggiunta di 10 milioni di euro che verrebbero dati ai privati per la gestione della Cardiochirurgia a Reggio Calabria.

E’ un disegno scellerato che va contrastato in tutti i modi. Ben venga , dunque, il Presidente della Provincia Raffa nella battaglia per difendere il bene comune della sanità pubblica e per dare finalmente alla città di Reggio la Cardiochirurgia pubblica che aspetta da decenni  e che è completata e chiusa da più di due anni.

Non si perda più tempo; si apra il Centro Cuore e la Cardiochirurgia anche con una convenzione con altre strutture pubbliche calabresi o non: in tal senso ci sono diverse  strutture  e professionalità a partire dal Papardo di Messina che potrebbero essere coinvolte in quest’operazione di avvio  dell’attività a  Reggio.

Altre strade come quella della privatizzazione della gestione della cardiochirurgia proposta da Scopelliti sono destinate ad un grave fallimento e in ogni caso rappresenterebbero la chiara negazione del diritto alla salute per tutti i cittadini e l’affossamento della speranza di avere la Cardiochirurgia a Reggio Calabria.

 

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