(ASI) Roma – Bitcoin è la nuova parola che sentiamo ripetere continuamente in questi giorni, senza sapere bene di che cosa stiamo parlando. Bitcoin (BTC o XBT) è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo inventore, noto come Satoshi Nakamoto, che sviluppò l'idea su Internet nel 2008. Il termine Bitcoin, con l'iniziale maiuscola, si riferisce alla tecnologia e alla rete, mentre il minuscolo bitcoin si riferisce alla valuta in sé. 
A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un istituto, esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, ma sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali, come la generazione di nuova moneta e l'attribuzione della proprietà dei bitcoin.

La rete Bitcoin, consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete, infatti i dati necessari per utilizzare i propri bitcoin possono essere salvati su un computer o smartphone, sotto forma di "portafoglio" digitale, oppure mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili a una banca. In ogni caso, i bitcoin possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un "indirizzo bitcoin". La struttura peer-to-peer della rete Bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile a qualunque autorità, governativa, il blocco dei trasferimenti. Infatti, il sequestro dei bitcoin senza il possesso delle chiavi di accesso o la svalutazione della stessa non è possibile.

Il controvalore totale dell'economia Bitcoin, calcolato a dicembre 2012 era di circa 140 milioni di dollari USA, ad oggi il Bitcoin supera per la prima volta gli 11mila dollari, con un balzo pari al 13%.

La moneta virtuale infatti, nell’ultimo anno, ha moltiplicato il suo valore in un mercato in cui, è importante sottolinearlo, non c’è nessuna regolamentazione.

Un record, quello della moneta virtuale, che ad oggi è cresciuta di oltre il 940%.

Sulla questione, è intervenuta Bankitalia che ha lanciato l'allarme dichiarando il Bitcoin, come moneta suscettibile della "vulnerabilità a crisi di sfiducia".

Il Vice Direttore Generale, Fabio Panetta, ha dichiarato che in merito al Bitcoin ci sono "attività, contratti vulnerabili a crisi di sfiducia che possono essere repentine, sono fenomeni difficili da regolamentare, come ha dimostrato l'esperienza della Cina. Non vorrei essere nei panni di chi dovrà scrivere le norme. Peraltro, non abbiamo nessuna visibilità sul volume delle transazioni, tranne quando vengono convertite in euro, ma queste sono solo la punta dell'iceberg".

Il premio Nobel all'Economia, Joseph Stiglitz, in merito al Bitcoin ha dichiarato: "ha successo solo per il suo potenziale di aggirare le regole e per la mancanza di supervisione: dovrebbe essere vietato. Non ha alcuna funzione sociale”.

Chi utilizza il Bitcoin?

Ad utilizzare Bitcoin, sono principalmente cittadini brasiliani, indiani e africani, che attraverso la moneta virtuale riescono a trasferire con rapidità i loro soldi, soprattutto considerando situazioni geopolitiche instabili e altamente precarie.

Quali sono i pericoli?

Il pericolo maggiore è l’arrivo di una regolamentazione.

Edoardo Narduzzi, fondatore di RoboAdvisor Coin ha commentato: "Il Bitcoin esiste finché sarà legalmente consentito di scambiarlo".

Per ora il Bitcoin è lasciato libero semplicemente perché le valute digitali non vengono giudicate abbastanza forti per destabilizzare l'economia, ma nel caso in cui il sistema aumentasse i propri volumi, sarà necessario regolamentarlo e a quel punto potrebbero esserci i primi problemi.

A sottolineare la debolezza della moneta c’è anche Il Presidente della BCE, Mario Draghi che per ora si limita nel commentare che "le criptovalute non sono ancora abbastanza mature da richiedere regole".

Insomma, c’è ancora molto da fare affinché il Bitcoin diventi una moneta forte, in grado di destabilizzare veramente l’economia mondiale.

 

Edoardo Desiderio – Agenzia Stampa Italia

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