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Economia

Russia, Coldiretti: "Azzerato export ortofrutta, formaggi e salumi Agroalimentare unico settore con embargo totale. Persi 400 mln"

Di Redazione ASI 26 Marzo 2016 – 10:17 1 min di lettura

(ASI) La nuova guerra “fredda” economica con la Russia ha azzerato completamente le esportazioni di ortofrutta, formaggi, carni e salumi Made in Italy ma ha anche provocato una devastante turbativa sui mercati agricoli europei che ha messo in crisi milioni di aziende.                                                                                                                                                              

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’indagine della Cgia di Mestre nel ricordare che l’agroalimentare è l’unico settore ad essere colpito direttamente dall’embargo totale sancito dalla Russia con una lista di prodotti per i quali è del tutto vietato l’ingresso, frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da UE, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 e successive proroghe. In termini di valore i prodotti agroalimentari Made in Italy piu’ dipendenti dalla Russia e quindi piu’ colpiti dall’embargo in termini di taglio in valore delle esportazioni sono stati - precisa la Coldiretti - nell’ordine la frutta, le carni e frattaglie, i formaggi e latticini. Dall’inizio dell’embargo ad oggi si stimano perdite dirette dovute all’embargo totale sui prodotti agroalimentari Made in Italy per 400 milioni di euro. La guerra commerciale ha pero’ provocato - continua la Coldiretti – anche effetti indiretti dovuti alla mancanza di sbocchi di mercato che ha fatto crollare le quotazioni di molti prodotti agricoli europei nel lattiero caseario, nella carne e nell’ortofrutta al di sotto dei costi di produzione costringendo le aziende alla chiusura. Per il Made in Italy si sta verificando anche - conclude la Coldiretti - un pesante danno di immagine a causa della diffusione in Russia di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con l’Italia ma che sono realizzati all’interno dei confini russi o in Paesi che si stanno avvantaggiando della situazione.

Nota della Redazione

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