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(ASI) La Federcontribuenti mette in allerta correntisti, soprattutto imprenditori, dalle numerose agenzie che promettono a prezzi stracciati il conteggio dell'anatocismo e possibili rimborsi dalla banca. In molti casi si resta vittime di una truffa ben orchestrata.

Queste società sono in continuo aumento e avvicinano l'imprenditore tramite un call center: all'inizio chiedono qualche decina di euro fino a giungere, in poco tempo, a chiederne oltre 4 mila per ottenere la perizia e la procedura legale. Inoltre fanno firmare un contratto che imprigiona il mal capitato che rischia di essere obbligato a pagare quanto meno una penale per la recisione e finire quindi nella rete del recupero credito. Diffidate quindi da chi vi chiede parcelle esorbitanti per periziare i vostri conti e affidatevi a organizzazioni serie, soprattutto, evitate di firmare contratti. L'indicazione del '' prezzo giusto '' ce la dà direttamente il presidente della Federcontribuenti Marco Paccagnella: '' la perizia su un conto corrente di dieci anni non dovrebbe mai superare, per correttezza, le 600 euro ''.

Da anni non si parla d’altro e le denunce per anatocismo e i danni prodotti dal signoraggio, come per il sistema poco ortodosso e molto speculativo praticato dalle banche. L'unico modo per ottenere giustizia è passare per una perizia dei conti correnti per aprire una procedura penale facendo nascere un nuovo metodo di fare business. Queste perizie non sono messe a disposizione dallo Stato, il quale non ritiene sia suo compito garantire diritti e tutela ai cittadini colpiti da pratiche bancarie e di riscossione barbare e scorrette. Con l’aumento delle denunce sono aumentati gli uffici che promettono perizie inattaccabili, peccato, costino un occhio della testa.

L' anatocismo è quella pratica secondo la quale, le banche, ottengono un guadagno fuori mercato dei capitali "prestati" applicando interessi minori su una base più larga pari al debito residuo e alle quote interessi già pagate. L'anatocismo non è menzionato dal codice penale, per cui chi pratica anatocismo non è punibile col carcere. La banca viene condannata alla scorretta pratica solo rimborsando quanto, illegalmente estorto. In molti casi, i legali della Federcontribuenti, si son trovati davanti a giudici che da un lato condannavano la banca a pagare grosse somme di rimborso all'imprenditore e a questo di pagare quanto dovuto senza anatocismo: senza usufruire della compensazione e portando al fallimento l'azienda vittima di usura bancaria che invece dovrebbe venir rimborsata dalla banca.

L'errore di fondo che commettono molti giudici è un errore di stampo intellettuale, mentre, la cittadinanza subisce una larga disinformazione su un argomento di vitale importanza per molte piccole imprese e famiglie italiane. L'usura è presente nel sistema bancario ufficiale in misura proporzionata alla più comune usura di strada, strozzinaggio. Una battaglia che parte da lontano quella contro la pratica anatocistica e molti passi in avanti si son fatti, però, ancora ci sono ambienti che tendono a sottovalutare, non sempre in buona fede, questo problema che affligge la vita di molti cittadini e che in molti casi a portato fino al suicidio. Politici, sindacalisti, organi di rappresentanza di lavoratori ed imprese, magistrati, giudici, notai, avvocati e giornalisti; per molti di loro la questione “anatocismo” non ha alcuna conseguenza pratica nei vari tipi di prestito (mutui, fidi, cessioni del quinto, prestiti personali, ecc…) effettuati dagli istituti bancari o dalle società finanziarie e questo crea un pericoloso muro di gomma che lascia rimbalzare diritti e legalità. Le banche hanno ormai raggiunto un tale grado di potere e sono talmente imperanti nel mondo dell'alta finanza da aver ridisegnato a loro immagine e somiglianza la classe politica con effetti devastanti oggi sotto gli occhi di noi tutti.

 Ufficio Stampa Federcontribuenti Italia

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