(ASI) "L'Umbria è la culla dei festival e un modello nazionale perché ha saputo fare della diffusione la sua forza: non c'è borgo o città che non esprima una vocazione culturale ed editoriale di altissimo livello".
Lo dichiara il Presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, in un'intervista al Corriere dell'Umbria, tracciando le linee della strategia culturale del Parlamento alla vigilia di grandi appuntamenti come il Festival dei Due Mondi di Spoleto e Umbria Jazz.
"Parliamo di manifestazioni che sanno coniugare eccellenza artistica, attenzione al territorio e proiezione internazionale della nostra ineguagliabile identità culturale", spiega Mollicone. "In particolare, con la nuova direzione artistica di Daniele Cipriani, il Festival di Spoleto si candida a essere una vera e propria nuova 'Biennale' dello spettacolo dal vivo e delle arti performative".
Il focus si sposta poi sulla valorizzazione delle reti territoriali: "È in quest'ottica che si inserisce la nostra riforma storica 'Italia in Scena', nata proprio per riorganizzare e sostenere la promozione dei beni culturali con lo spettacolo dal vivo in modo capillare, valorizzando i borghi storici. L'Umbria dimostra che i piccoli centri, se messi in rete, diventano formidabili motori di economia della cultura, attrattori turistici e presidi di identità nazionale".
Commentando il recente stanziamento del Ministero della Cultura di circa 280 mila euro per 24 manifestazioni umbre (tra cui la Quintana di Foligno e il Calendimaggio di Assisi), Mollicone rivendica il percorso legislativo intrapreso: "Le rievocazioni storiche non sono folklore, sono storia viva, memoria comunitaria e patrimonio immateriale della Nazione. Questo percorso ha un coronamento preciso: la legge 152/2024 sulle rievocazioni storiche, a mia prima firma, approvata per dare finalmente un quadro normativo certo, tutele e risorse strutturali a questo mondo. I fondi destinati all'Umbria sono la dimostrazione tangibile che lo Stato riconosce il valore scientifico, filologico e culturale di queste manifestazioni".
Infine, un passaggio cruciale sul rapporto tra cultura e nuove tecnologie: "L'intelligenza artificiale e la digitalizzazione devono essere alleati per l'accessibilità e la conservazione, ma non dovranno mai sostituire la creatività umana o la fisicità dell'esperienza culturale. In Commissione siamo in prima linea per governare questi processi, difendendo fermamente il diritto d'autore e il lavoro culturale dalle derive selvagge dell'IA. La tecnologia deve amplificare l'identità italiana nel mondo, non omologarla", conclude Mollicone.




