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L’ABRUZZO AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

(ASI) Torino - Il Salone del Libro del 25ennale si è concluso e come in tutti questi casi si tirano le somme e si fanno i bilanci. In questo caso mi permetto di farlo come Presidente della Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle D’Aosta. Lo faccio in questa veste perché la mia Associazione è stata ospitata nello stand della Regione Abruzzo e da questa postazione posso trarre alcuni spunti nella duplice veste di cittadino del Piemonte e di Abruzzese. Il Salone del libro di quest’anno ha chiuso con un incremento del 6% nella vendita dei biglietti rispetto al 2011 e deve essere tenuto in conto il fatto che quella dell’anno scorso era l’edizione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, per cui il dato di crescita è ancora più significativo.

In questo contesto le riflessioni da fare sono tante, ma lo sono soprattutto per quanto riguarda l’Abruzzo e la sua partecipazione al Salone. Prima di tutto il significato della presenza della mia Associazione nello stand, che testimonia da un lato il legame indissolubile che lega le genti d’Abruzzo, dall’altro il prezioso contributo che gli emigrati possono dare alla Regione madre. Abbiamo collaborato attivamente alla gestione delle attività, abbiamo presentato le nostre iniziative ma, soprattutto, abbiamo messo a disposizione della delegazione abruzzese la nostra “conoscenza” del territorio piemontese e delle sue istituzioni. Ecco quindi prendere concretezza il progetto del CRAM (Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo) di creare una rete stretta di collaborazione con le Associazioni Abruzzesi nel mondo al fine di promuovere più facilmente la nostra cultura e la nostra tradizione.

In un incontro con gli Assessori alla Cultura del Piemonte e dell’Abruzzo ho proposto che la prossima edizione del Salone , nel 2013, dia spazio a Gabriele D’Annunzio di cui ricorrerà il 150° anniversario della nascita. Gabriele D’Annunzio è stato probabilmente l’ultimo scrittore di respiro internazionale che la letteratura ha prodotto in Italia e un riconoscimento credo gli debba essere riconosciuto, e così è stato. In sede di conferenza stampa l’Assessore alla Cultura del Piemonte ha formalizzato infatti il tributo al Poeta di Pescara per la prossima edizione. La cultura quindi come tratto di unione in questo turbolento momento che la nostra Patria sta attraversando, la cultura come occasione di fratellanza e di incontro tra territori diversi ma uniti da una sola bandiera; la cultura, unico vero e grande patrimonio d’Italia insieme al paesaggio naturale, deve essere il traino per uscire dalla crisi. Se ne parla tanto ma alla fine una vera politica nazionale dello sviluppo della risorsa cultura non esiste e questa del Salone può diventare una grande occasione e per farlo.

Dobbiamo proteggere i nostri luoghi, i luoghi che hanno generato tanta bellezza e che sempre più sono corrotti da sempre più diffusi scempi edilizi come purtroppo mi capita di vedere sempre più ogni volta che torno. La cultura infine è la dote che contraddistingue L’Aquila con il suo pregiatissimo patrimonio artistico e che dalla cultura può ricevere un forte contributo per la rinascita. Al Salone la Regione Abruzzo, sia pure tra mille difficoltà economiche, ha lanciato iniziative innovative come la presenza dei valentissimi cuochi di Villa Santa Maria che hanno illustrato in parole e fatti il legame profondo tra cibo e territorio, forma di vera espressione culturale. E grazie a questo esempio dall’anno prossimo i cuochi più famosi d’Italia saranno presenti nel programma ufficiale come già viene fatto al salone di Francoforte.

Ma l’Abruzzo, come territorio dai tanti linguaggi, ha comunicato anche le emozioni culturali, storiche, artistiche, naturalistiche, tradizionali ed innovative attraverso i progetti Mirabilia e Abruzzoèappennino, come pure attraverso le performance musicali di Luisa Prayer e delle “Pietre che Cantano”, pietre dei borghi d’Abruzzo che raccontano storie di secoli. Questa è la nostra storia e questa è la nostra ricchezza da difendere e da promuovere. La cultura può promuovere la nostra Terra attraverso un turismo consapevole e questo può avere successo solo se sapremo rispettare la nostra storia ed il nostro ambiente.

Carlo Di Giambattista

Presidente Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta

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