(ASI) In memoria di quel gesto coraggio estremo di due anonimi eroi salvarono una vita a mio nonno ettore Vignali in Grecia nel 1943.
Ho voluto dare forma a una storia che lo Stato ha dimenticato, ma che custodisco come un dono prezioso: la salvezza di mio nonno durante la Seconda Guerra Mondiale
Fronte greco, giorni convulsi dopo l'Armistizio dell'8 settembre 1943. In un campo di concentramento, nel caos della rotta e sotto il fuoco nemico, due giovani soldati anonimi ricevettero un ordine preciso dal loro comandante: "L’interprete deve sopravvivere, costi quel che costi".
Quei due ragazzi non esitarono. Con un ultimo slancio di puro eroismo, scaraventarono l'interprete, ossia mio nonno Ettore Vignali, oltre il muraglione del campo, facendo scudo con i propri corpi e intercettando le pallottole della mitraglia nemica destinate a lui. Hanno pagato quell'ordine con la vita, regalando a mio nonno – e a tutta la nostra discendenza – il futuro.
Due eroi rimasti senza nome. Due ragazzi dimenticati da uno Stato che ha preferito ignorare una guerra scomoda agli attuali governanti, focalizzando la narrazione solo sul mito di una Resistenza costruita anche per coprire la sconfitta militare e l'occupazione straniera Alleata.
Ma la storia ufficiale, scritta dai palazzi, non potrà mai cancellare il sangue e il valore di chi è caduto compiendo il proprio dovere fino all'estremo sacrificio. Se oggi sono qui, lo devo a due sconosciuti che hanno scelto il coraggio e l'onore nel momento più buio.
Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia
Questa foto è generata dalla I.A. Gemini.



