(ASI) “La Commissione europea smetta di mettere la testa sotto la sabbia e inizi ad affrontare in modo serio il degrado che sta attraversando il servizio pubblico radiotelevisivo in Italia. La Rai vive una fase di grave instabilità istituzionale e finanziaria.
La Commissione parlamentare di Vigilanza si è recentemente dimessa dopo anni di boicottaggio da parte della maggioranza e tutto questo mentre il governo ribadisce la volontà di nominare due componenti del consiglio di amministrazione in evidente contrasto con il Media Freedom Act che vieta le nomine governative nei media pubblici. In una interrogazione alla Commissione europea, sottoscritta da tutta la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, chiediamo di prendere misure concrete per difendere l’indipendenza editoriale della Rai e il rispetto di due precise prescrizioni del Media Freedom Act: la certezza dei finanziamenti al servizio pubblico dell’informazione e l’indipendenza della governance. Nel primo caso il taglio di 10 milioni annunciato dal governo ne mette in pericolo l’attività, mentre nel secondo caso si registra un formale rifiuto del Mef ad adeguare il Cda alle prescrizioni dell’Emfa. Questa interrogazione nasce dalle prese di posizione dei vertici della Federazione nazionale della Stampa, Alessandra Costante e Vittorio Di Trapani, che ringraziamo. Basta accendere la televisione per osservare squilibri e manipolazioni quotidiane che avvantaggiano una precisa parte politica. Il Media Freedom Act va applicato nella sua interezza e noi chiediamo alla Commissione di garantire l’indipendenza dei media in tutti i Paesi membri. L’Italia della Meloni sta diventando l’Ungheria di Orban: fermiamoli”, così in una nota Gaetano Pedullà, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.



