(ASI)I bei momenti della nostra vita non sono solo eventi straordinari, ma esperienze che segnano davvero il nostro cammino: traguardi raggiunti dopo lunghi sacrifici, decisioni difficili prese con coraggio, legami autentici costruiti nel tempo, giornate speciali, istanti in cui ci siamo sentiti riconosciuti, compresi, finalmente in pace con noi stessi.
Sono momenti in cui abbiamo percepito un senso profondo dell’esistenza, una direzione, una forza interiore capace di sostenerci.
Scrivere questi momenti, fermarli sulla carta, è un gesto semplice solo in apparenza. Nei periodi felici raramente pensiamo a quanto la memoria sia fragile. Eppure il tempo altera i ricordi, li sbiadisce, talvolta li tradisce. Mettere per iscritto ciò che conta davvero significa difenderlo dall’oblio e restituirgli valore.
Quando arrivano le difficoltà, i giorni bui, quelle parole scritte diventano un appiglio. Rileggere un momento di pienezza non cancella il dolore, ma ne alleggerisce il peso; non elimina le preoccupazioni, ma aiuta a ritrovare equilibrio e lucidità. È un modo per ricordarci che siamo stati forti, che abbiamo superato altre prove, che la luce non è un’illusione.
Scrivere i momenti più importanti della propria vita è anche un atto di responsabilità verso se stessi. Significa custodire ciò che ci ha formati, riconoscere il valore delle esperienze che ci hanno resi ciò che siamo. In un tempo che spinge a dimenticare in fretta e a guardare solo avanti, ricordare diventa un gesto di consapevolezza e resistenza.
Forse è proprio questa una delle cose più belle e preziose che possediamo: la possibilità di tornare a quei momenti, riviverli interiormente e trarne forza. Perché ciò che è davvero importante non va lasciato alla memoria incerta, ma custodito, riletto e riconosciuto come parte essenziale della nostra vita.
Salvo Nugnes per Agenzia Stampa Italia
"Immagine generata con intelligenza artificiale tramite Gemini di Google"



