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(ASI) Non entreremo nel dettaglio scientifico del problema per il semplice motivo che non siamo esperti del settore e che le ipotesi ed i dati che le suffragano sono tante e contraddittorie, tanto da non portare mai a nessuna conclusione definitiva.

Vediamo invece di affrontare l'argomento da una prospettiva diversa, logica e filosofica, per arrivare quanto meno a verificare la ragionevolezza o l'irragionevolezza di certe tesi.

Partiamo da un concetto universalmente accettato e cioè che se un Dio esiste, esso deve essere la perfezione assoluta.

Già qui ci si scontra con una contraddizione perché la perfezione è completezza e la completezza non può prevedere l'ipotesi della creazione in quanto essa significherebbe che prima di essa Dio non era completo e con ciò nega l'esistenza stessa di un Dio che non può che essere completo.

Ma anche tralasciando questo macigno, ci restano ancora tante altre domande cui non è ne facile, né semplice dare una risposta.

Tra queste la seguente: perché mai un essere come Dio, che è puro spirito, doveva pensare di creare delle creature materiali anziché delle creature spirituali più simili alla sua natura?

Perché mai partire da un minuscolo protozoo e poi instillargli il cammino dell'evoluzione o più illogicamente intervenire con una successione di infinite creazioni, una per ogni specie animale, vegetale e minerale così come si sono presentati in successione nel corso dei millenni?

Quale mai logica ( non vogliamo certo pensare ad un Dio che agisce a capriccio e per puro divertimento e che oltretutto, proprio per ciò non potrebbe essere perfetto e quindi non potrebbe essere Dio) avrebbe spinto ad una simile sequenza di inutili procedure anziché  saltare al risultato creando solamente dei puri spiriti come del resto ci viene insegnato a proposito degli angeli?

Non sarebbe stato un risultato migliore senza esigenze, senza acciacchi, senza la vecchiaia, le malattie, le guerre, ecc. ecc.?

E in ragione di cosa si giustifica questa discriminazione tra angeli e uomini?

Sono tutte domande che un credente si dovrebbe porre se non vuole affidarsi alla pura fede escludendo del tutto la ragione e sono domande che non trovano una risposta che riesca a spiegare. Io sono agnostico e non mi pongo l'imperativo di capire il tutto.

Abbiamo in noi spazio per una zona di incertezze e preferiamo lasciare aperte quelle questioni che la ragione e la scienza non riescono ancora a chiarire piuttosto che forzare il ragionamento con ipotesi che non hanno il supporto della prova e che sono prevalentemente, secondo noi, il frutto dell'ansia e della paura generate dall'istinto di conservazione che non accetta, al di là della ragione, la prospettiva di un Ego che terminerà dopo la morte del  corpo senza altre appendici spirituali!

Tutti i popoli, se ci addentriamo nei secoli passati, hanno via, via attribuito divinità a  fenomeni naturali allora inspiegabili come il fulmine ( Jupiter) , la lava (Vulcano), i fenomeni marini ( Nettuno), ecc. ma oggi nessuno più si azzarderebbe a fare altrettanto.

La nostra buona fede ci fa sentire onesti e coerenti ed il nostro cervello ci dice che quanto sino ad oggi non è scientificamente spiegabile non è per ciò stesso emanazione di una divinità e che potrà forse essere spiegato domani con la ragione e la scienza!

In passato l'intolleranza ha posto chi la pensava diversamente al rogo in quanto considerato eretico mentre MAI un non credente ha pensato o voluto ardere vivo un credente.

Vorrà pure dire qualche cosa..!!??

 

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