Un Pensiero Italiano per la formazione delle nuove competenze nella conservazione, valorizzazione e promozione del Patrimonio artistico e culturale.

 

Oggi l'avvio ufficiale della prima Scuola italiana a rete, la Digital Cultural Heritage School, nata dalla collaborazione tra le più importanti istituzioni culturali italiane: oltre cinquanta tra università, enti di ricerca, scuole, istituti tecnici superiori, istituti di cultura, associazioni e imprese pubbliche e private. Avviato il Laboratorio Matera/Italia 2019

(ASI) Roma. Una novità importante nel mondo della cultura, della ricerca, dell'istruzione: oggi si sono riuniti ufficialmente a Roma, presso la sede della CRUI (la Conferenza dei retori italiani), i Rettori di alcune delle più prestigiose Università e protagonisti del mondo della cultura e della ricerca che hanno deciso di unire energie e competenze per dare vita alla prima Scuola italiana a Rete in Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities. L'evento è trasmesso in streaming sulla piattaforma live di RAI CULTURA www.cultura.rai.it/live La Scuola, che aggrega oltre cinquanta organizzazioni tra università, enti di ricerca, scuole, istituti tecnici superiori, istituti di cultura, associazioni e imprese pubbliche e private, attorno ad un Accordo di Rete, siglato il 16 febbraio scorso, a Roma, presso l'Istituto Sturzo, nasce per favorire e consolidare una cultura dell'innovazione tecnologica digitale sulle problematiche legate alla conservazione, la valorizzazione e promozione del Cultural Heritage attraverso una ampia pianificazione di attività formative ed educative condivise sul piano regionale, nazionale ed internazionale. Presenti molte personalità del mondo della cultura e della politica, tra queste: on.Flavia Nardelli, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati; Paolo Verri, Direttore Generale Fondazione Matera Basilicata 2019; Gianmaria Ajani, Rettore Università di Torino; Antonio Felice Uricchio, Rettore Università degli Studi di Bari "Aldo Moro"; Carmine Marinucci, Segretario generale della Scuola DiCultHer; Irene Pivetti, presidente LTBF Onlus; Roberto Rizzo, direttore del TG DiCultHer. Nella sua articolazione e organizzazione, DiCultHer si propone come un modello reticolare, caratterizzato da un'ampia distribuzione sul territorio nazionale ed internazionale di Poli Formativi baricentrati sulle Università a essa aggregate, che condividono tra loro funzioni, compiti e competenze tali da assicurare elevati standard di qualità, innovazione e flessibilità formativa, in risposta alle richieste di competenze digitali per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale tanto nel sistema pubblico che produttivo. "La Digital Cultural Heritage School sta eleborando una offerta formativa originale, non riproporrà schemi formativi già proposti", ha affermato Gianmaria Ajani, presidente della Scuola, dando l'avvio ai lavori dei primi Poli Formativi, tra i quali figurano il Polo Abruzzo (Univ.degli Studi de L'Aquila), Polo Apulian (Università degli Studi di Bari Aldo Moro), Polo Basilicata (Università degli Studi della Basilicata), Polo Campania (Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali), Polo Lazio I (Univ. Degli Studi di Tor Vergata), Polo Lazio II (Istituto Superiore Industrie Artistiche), Polo Marche (Università degli Studi di Camerino), Polo Piemonte (Università degli Studi di Torino), Polo Toscana (Università degli Studi di Siena). Uno dei tavoli tematici della Scuola è interamente dedicato a Matera 2019, in vista dell'importante ruolo che la Città dei Sassi avrà in qualità di Capitale Europea della Cultura, come ha affermato il Direttore Paolo Verri "Con la rete Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities, vogliamo costruire un percorso comune per l'approfondimento e la formazione della cultura digitale". Verri ha quindi presentato i tre temi che caratterizzeranno il tavolo di lavoro Matera 2019: "Innanzitutto verrà realizzata un'analisi di benchmark fra le città italiane e di altri Paesi europei, con particolare attenzione per quelle con meno di 100 mila abitanti, per comprendere quali fra loro stanno adottando una strategia digitale in via prioritaria nella produzione e disseminazione di cultura e di identità territoriale. Il secondo tema riguarda la predisposizione di un bando finalizzato a individuare 15 ragazzi interessati a collaborare con i due progetti pilota di Matera2019, ovvero l'Open Design School e l'I-DEA l'Istituto demoetnoantropologico. A tal proposito un ruolo importante verrà ricoperto dall'Università degli studi della Basilicata che sta già alacremente lavorando alla digitalizzazione di molti archivi regionali pronti ad essere la base cognitiva dell'Idea. Infine, la realizzazione di una struttura di supporto, in stretta collaborazione con l'Unibas finalizzata a monitorare Matera 2019 e Italia 2019 per verificare l'avanzamento dei progetti contenuti nel dossier di candidatura e il loro impatto sulle politiche nazionali". All'incontro romano è stato lanciato ufficialmente "Tg Culther, Il Telegiornale italiano delle Culture Digitali", presentato da Roberto Rizzo, coordinatore del progetto: "Sarà il tg delle università italiane e delle migliori istituzioni culturali nazionali per contribuire all'alfabetizzazione digitale in Italia, con un occhio particolare alla conservazione dei beni monumentali. Da questo concept nasce l'idea di legare il suo numero di lancio proprio a Matera 2019 e al suo bellissimo territorio". Scopo comune è rispondere al bisogno di formazione sulle competenze digitali da parte degli operatori dei settori patrimonio culturale, arti e scienze umanistiche, trasformare la domanda da potenziale ad attuale, ottimizzare il contesto di mercato, orientando le scelte politiche in Italia e in Europa sulla base delle più avanzate attività di ricerca e innovazione. Digital Cultural Heritage School è articolata nei seguenti cinque principali indirizzi: 1)Scienze umane digitali, 2)Beni culturali digitali, 3) Arte e comunicazione digitale, 4) Economia e management dell'arte e della cultura digitale, 5) Design di sistema del Cultural Heritage. I primi Poli Formativi e le prime attività sono costituiti in base al fare e al saper fare dei soggetti che li comporranno, definiti, con riferimento alle macro aree individuate dalla Scuola secondo criteri di innovatività e in linea con gli obiettivi delineati nel Position Paper "Un pensiero italiano per la formazione delle competenze nel Digital Cultural Heritage" presentato a Torino, il 29 giugno 2015. Position Paper che interpreta, per quanto riguarda la dimensione digitale, le indicazioni di scenario di Europa Creativa per il 2014-2020 e, a livello nazionale, gli orientamenti sulla riforma del sistema di istruzione che individua nel digitale, e nell'acquisizione delle relative competenze, uno degli assi portanti di ripresa economica ed una premessa abilitante per una politica attiva del patrimonio e della produzione culturale del Paese. In linea con tali finalità di indirizzo la Scuola è orientata a promuovere la conoscenza e la funzione civile del Cultural Heritage. Il digitale quindi come un nuovo paradigma di approccio globale all'eredità culturale e un nuovo orientamento di pensiero. Un insieme di opportunità quindi per collegare temi diversi integrando vecchi e nuovi media, linguaggi, geografie e storia ed innovando contenuti, metodologie e logiche di accesso, 'titolarità' e responsabilità da parte dei cittadini. La Scuola DiCulther, si colloca in tale contesto, per sostenere un nuovo design di sistema del Cultural Heritage, sostenendo la ricerca e modelli di aggregazione di istituzioni in una prospettiva di condivisione delle risorse intellettuali e delle relative competenze per favorisce processi di diffusione, distribuzione e di interdisciplinarità del sapere, ma che pone la 'creatività' come chiave e strumento di governance per affrontare approcci innovativi di promozione delCultural Heritage. In questa direzione si collocano le iniziative già assunte dalla Scuola a "Rete" in Digital Cultural Heritage che sono state presentate nel corso della giornata, i cui obiettivi sono riassumibili nella dimensione: · Formativa/Educativa: per dotare gli studenti di strumenti culturali e scientifici atti a stimolare l'interdisciplinarità, l'inserimento in comunità di pratiche nazionali ed internazionali, la partecipazione a progetti orientati al digitale nella conservazione e valorizzazione dell'eredità culturale; · Scientifica e sociale: per sviluppare una 'cultura del digitale' ad ampio spettro dell'eredità culturale, sia per aggiornare coloro che già operano nelle organizzazioni culturali, sia per preparare le future generazioni. Fra questi, si sottolineano i progetti di intervento dedicati all'engagement dei giovani verso il Patrimonio Culturale promossi dalla Scuola ed in particolare: - 1 ST Italian Week for Digital Cultural Heritage, Arts & Humanities - Settimana delle culture digitali (4-10 aprile 2016); - Concorso "Crowd-dreaming: i giovani co-creano culture digitali": indetto nell'ambito delle iniziative per la 1st Italian Week for Digital Cultural Heritage, Arts & Humanities School. L'organizzazione è a cura dell'associazione Stati Generali dell'Innovazione. Il concorso #igiovanicocreano è esteso ai giovani delle scuole elementari, medie e medie superiori italiane ed estere, che presentino le loro opere in lingua italiana. La registrazione deve essere effettuata entro la mezzanotte del 31 Dicembre 2015. I partecipanti dovranno consegnare i loro elaborati entro la mezzanotte di venerdì 4 Marzo 2016. La premiazione dei migliori lavori e la selezione delle scuole ammesse alla fase successiva di costruzione del monumento digitale avverranno durante la 1st Italian Week for Digital Cultural Heritage, Arts & Humanities - Settimana delle Culture Digitali dal 4 al 10 Aprile 2016. L'inaugurazione del monumento digitale avverrà a Ottobre 2016. Il concorso #igiovanicocreano condivide gli obiettivi della 1st Italian Week for Digital Cultural Heritage, Arts & Humanities - Settimana delle Culture Digitali e mira a: incrementare la consapevolezza diffusa dell'esistenza e del valore delle culture digitali; aiutare i ragazzi a orientarsi nell'oceano di opportunità delle nuove culture digitali; lanciare una comunità on-line, che funzioni come laboratorio permanente per la trasmissione generazionale di conoscenze e pratiche digitali verso i giovani, in particolare i ragazzi in età scolare.

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