(ASI) Padova - Voglio tutto è il titolo appropriatissimo del libro curato dal Prof. Emanuele Polverelli, Edizioni Itaca. Esso narra la straordinaria vicenda umana della giovane Marta Bellavista, nata a Cesena nel 1983 e scomparsa per una grave malattia l'otto ottobre del 2010.

Non è un libro qualunque, in quanto raccoglie gli scritti di Marta, le trascrizioni dei suoi dialoghi, le e - mail, le corrispondenze avute con le persone importanti della sua breve ma intensissima vita.
Ciò che colpisce subito il lettore, le foto di Marta. Il sorriso genuino, strabordante, sfoggiato con naturalezza da una persona che amava la vita sino al midollo, prigioniera, nell'ultima parte della sua vita di un corpo che la limitava, pur continuando con forza e vigore la sua opera, è un simbolo.
Marta, ci racconta nel suo "diario", incontra Gesù, nostro Signore, nell'ambiente Universitario dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dalle prime pagine, lei "prova, sente e vive tutto". Il tutto si manifesta in una "fame di vivere", una ricerca continua di trovare quel Gesù che tanto ama, bramandolo con tutte le sue forze, umane e spirituali. Marta frequenta l'ambiente di Comunione e Liberazione, anche per tradizione famigliare. Lei stessa, si pone continuamente delle domande, sottoposte agli amici più cari: che cosa Dio volesse da lei, come potesse essere un tutt'uno con Lui, come il figlio di Dio potesse donarle un cuore limpido e puro, rendendola felice.
Marta voleva essere felice. Il suo donarsi completamente a Gesù, ma soprattutto, l'intensità con cui i suoi desideri si manifestavano, fanno di lei una figura straordinaria. "Nemmeno un miracolo avrebbe potuto soddisfare il suo cuore", poiché egli voleva vivere al massimo. Attenzione, non stiamo parlando di sballo, di trasgressione nociva o di chissà quale potenziale distruttivo di se stessa. Al contrario. Marta voleva essere un tutt'uno con Gesù, parlandoci, interrogandolo, tentando di comprendere quale fosse il disegno divino nei confronti della giovane riminese. Marta si laurea dapprima alla cosiddetta "triennale", per poi approdare alla specialistica. Tuttavia, un giorno qualsiasi dell'anno 2006, si sente male. Non aveva mai visto un ospedale prima, e si ritroverà ad essere curata per un tumore. In lei, ovviamente, vigeva un forte senso di paura. Eppure, con il forte sostegno di tutti, inspiegabilmente, la malattia scompare, così come si era manifestata. Marta non è mai stata sola. Ogni giorno riceveva moltissime visite di amiche e amici, in quantità tale da meravigliare persino il personale medico e lo staff infermieristico, facendo cambiare ad alcuni di essi la visione dell'esistenza. Chi era difatti costei che attirava tutte queste persone? Che cosa poteva offrire loro questa giovanissima, se non la sofferenza di una malattia difficile? Dove traeva poi la forza per combattere il male che infine avrebbe piegato il suo corpo (ma non certo il suo spirito?).
I dottori confermano la guarigione inspiegabile di Marta. Ella poté così tornare alla vita, al suo disegno. Pensa così alla laurea specialistica, da dedicare alla Madonna di Guadalupe. Per redigerla, parte per il Messico, ove intratterrà proficue relazioni sociali, offrendo ai nuovi amici conosciuti in loco solo amore, gioia di vivere e senso di comunione con Gesù. Marta si laurea, a pieni voti, ed ancor prima di divenire una "laureata magistrale", le viene proposto un posto di insegnante di sostegno, che accetta senza riserve. I bambini, una nuova passione, sembravano fatti appositamente per lei, un ulteriore dono che il Signore offre alla sua giovane. Tuttavia, la malattia riaffiora, questa volta più forte e determinata a prendersi il corpo della giovane. Marta non si arrende, proprio per il suo amore infinito per la vita. Offre la sua vita e la sua malattia al prossimo. Si affida sempre di più a Dio, chiedendo di essere conquistata totalmente da Lui. Soleva ripetere "io sono ciò che tu mi fai", cercando la fusione con quel Creatore che ama fino allo spasimo. Non ha rifiutato la malattia, affrontandola con serenità e affiancata dagli amici che mai l'hanno abbandonata. Quando Marta, l'otto ottobre del 2010 ha lasciato l'esistenza terrena, chiunque l'abbia conosciuta, non ha parlato di una fine. La giovane era ed è ancora qui, come se nulla fosse cambiato. A Marta non è mai bastata l'esistenza che noi definiremmo "normale", voleva proprio tutto. Ella bramava con tutta se stessa Gesù, chiedendo perdono per le mancanze che il suo cuore poteva presentare. La sua febbre di vita la portava a conoscere, chiedere, ad essere triste e felice non in modo convenzionale, ma ben oltre. E per quanto la sua esistenza possa considerarsi una breve parabola (di limite anagrafico), l'eredità lasciata dalla giovane su questa terra è immensa. Un amore infinito poteva tradursi solamente in un sacrificio immenso.
Marta voleva guarire, e sicuramente ci avrebbe regalato altre emozioni che ora non possiamo conoscere se fosse rimasta con noi. Ritornando alla Casa del Padre, potrà finalmente essere un tutt'uno con Dio.
Il libro, curato da Emanuele Polverelli è l'eredità di Marta. E' prima di tutto una testimonianza umana straordinaria, ma in secondo luogo, un inno fortissimo alla vita e al voler riscoprirla pienamente. Voglio tutto non è bramosia di denaro, potere, fama o successo. E' quel modo di donare e donarsi senza riserve che non lascia spazio ad interpretazioni: è quella via per raggiungere Gesù, vederlo nel nostro prossimo, amando, e chiedendo sempre una cosa che non ha prezzo: un cuore grande. E quello di Marta Bellavista, difficilmente potrà essere dimenticato.
Marta continua a vivere. www.scrittidimarta.it è il sito che raccoglie le testimonianze di chi l'ha conosciuta, e di chi ora vuol apprendere della sua straordinaria esistenza.

Conquistami, voglio stare con te Gesù - Marta Bellavista.

Voglio Tutto di Marta Bellavista
a cura di Emanuele Poleverelli
prefazione di Stefano Alberto
Itaca Edizioni
112 pag. Euro 10,- foto bianco/nero

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

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