(ASI)Riceviamo e Pubblichiamo - «Il Parlamento Europeo ha approvato un documento agghiacciante che detta la linea che il Consiglio dovrà tenere all'ONU durante la Commissione sulla condizione delle donne. Un manifesto ideologico intriso di istanze abortiste, pro-Lgbt e a favore dell'agenda Gender che minaccia la libertà di espressione».
Lo dichiara in una nota Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, commentando l'approvazione della Relazione sulle priorità dell'UE per la sessione CSW (Commissione sulla condizione delle donne) delle Nazioni Unite che si terrà a New York il mese prossimo.
«È inaccettabile che l'Europa voglia imporre il riconoscimento delle "donne trans come donne": questa non è inclusione, è la cancellazione della realtà femminile che mette a rischio la sicurezza e gli spazi riservati alle donne. Ancora più grave è definire il mancato accesso all'aborto come una "violenza di genere". L'UE getta la maschera e tenta di sancire l'aborto come diritto fondamentale, negando di fatto il diritto fondamentale alla vita del nascituro e la libertà di coscienza dei medici. Il testo assume poi i tratti di una persecuzione politica quando invita a condannare i movimenti pro-family come "minacce alla democrazia": un atto intimidatorio contro milioni di cittadini che difendono la legge naturale. Troviamo infine delirante l'impegno per una politica estera "femminista e intersezionale" che vuole così esportare l'agenda LGBTQ+ nel mondo tramite una vera colonizzazione ideologica. Chiediamo al Governo italiano di esercitare ogni pressione possibile e di esprimere un voto contrario in sede di Consiglio: l'Italia ha il dovere di guidare una resistenza a questo suicidio culturale e antropologico», conclude Brandi.



