(ASI) Roma - "Le parole di Nicola Gratteri sul referendum rappresentano un'offesa incomprensibile verso quanti voteranno per il Sì, equiparati a chi ha conti aperti con la giustizia o trama nell'ombra.
È un'impostazione inaccettabile che mira a spostare lo scontro dal terreno delle idee a quello della delegittimazione personale, insinuando un sospetto generalizzato verso milioni di cittadini. Un simile schema è incompatibile con la dialettica politica e appare ancor più grave quando proviene da chi ricopre ruoli di alta responsabilità istituzionale. Ci sorprende, inoltre, che Gratteri cada nell'antico vizio della sinistra di dare patenti, trasformando il dibattito in un giudizio morale anziché in una libera scelta degli elettori. Pur comprendendo il nervosismo di Gratteri e compagni, c'è una linea rossa che non può essere varcata: il rispetto delle opinioni e delle convinzioni di quegli elettori che si recheranno alle urne convinti, votando Sì, di dare un contributo legittimo al dibattito pubblico e al futuro della Nazione. La politica ha il dovere di difendere questo diritto senza ambiguità, riportando il dibattito sul merito e respingendo ogni tentativo di discredito. Solo così si tutela la qualità della nostra democrazia e si garantisce che il referendum resti uno spazio di libera scelta, non di etichette o sospetti". Lo dichiara in una nota Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d'Italia e Questore della Camera.



