Intensa settimana d’incontri nella Grande Mela e nel week end puntata nella storica citta’ degli States 

(ASI) NEW YORK – Sono arrivato a New York domenica pomeriggio. Riposante il volo 105 della Delta Airlines da Parigi. Di solito i viaggi mi distendono. Ho persino potuto apprezzare, nella quiete che l’auricolare consente, “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, il film che gli e’ valso l’Oscar, ritratto decadente e metafora d’una certa Italia pacchiana, ormai priva di valori, e sullo sfondo l’impareggiabile bellezza di Roma. Mentre il Boing 777 scende, il sole disegna arabeschi di luce sugli specchi d’acqua che circondano l'aeroporto JFK.

Magnifico spettacolo dall’alto. Atterraggio invero un po’ nervoso, alle 16:01, in leggero anticipo. Pratiche immigratorie veloci, per chi ha l’ESTA usata piu’ volte, alle postazioni automatiche di controllo dei passaporti. Alle 16 e 20 i bagagli girano gia’ sul nastro, poca attesa anche alla dogana. Lunghissima e ordinata la fila serpeggiante per i taxi. Il mio turno arriva alle 17 circa. Scorrevole il traffico sull’expressway verso Manhattan, mentre sfilano sui due lati dell’arteria le modeste casette di Jamaica. Ecco Queens, riconoscibile dalla sequela di palazzine con la cortina di mattoncini rossi, fin quando la strada non s’infila nel tunnel sotto l’East River per rivedere il cielo a Midtown. Ancora uno scampolo di percorso e alle 17 e 50 arrivo “a casa”, sulla 55^ Strada, a pochi passi da Central Park.

 

Mario Fratti mi aspetta nel suo magnifico appartamento, al quindicesimo piano. E’ da pochi giorni rientrato dall’Italia, dove ha  partecipato agli incontri di presentazione d’un suo libro di poesie giovanili “Volti”, nell’aula magna dell’Universita’ dell’Aquila, nella sua citta’ natale, e d’un volume con alcune sue opere teatrali, “Nuovi Drammi”, a Pescara. Li ho vissuti direttamente entrambi e li commentiamo. Poi mi racconta, invece, dell’evento cui ha partecipato a Citta’ di Castello, con la rappresentazione della sua opera “Intervista a Marilyn Monroe”, nell’ambito delle manifestazioni del Tiferno Comics 2014, festival dedicato al fumetto d’arte con grandi nomi, quest’anno dedicato alla famosa attrice americana, tragicamente scomparsa nel 1962. Nella cittadina umbra, il 28 settembre scorso, il dramma viene rappresentato con l’autore anche nell’insolita veste d’attore, insieme alla brava Chiara Colizzi, nei panni di Marylin, lei che le ha prestato la voce doppiandola nei suoi film. Un grande successo lo spettacolo, del quale e’ stata data, per quanto non prevista, una replica nella stessa serata, come gli applausi e le richieste del pubblico hanno consigliato. Mario e’ molto contento e soddisfatto degli esiti del suo tour in Lazio, Abruzzo e Umbria. E’ ormai sera, si fa una buona passeggiata verso Times Square. La piazza e’ sfolgorante di luci, colma di varia umanita’, come sempre. Con Mario andiamo li’ nei pressi, al ristorante Shanghai. Cena leggera di scampi, al mango. Piatto gradevole. Si rientra. Una buona dormita di sei ore mi risolve affranca dal disagio del fuso orario, del quale non soffro molto, in verita’.

 

E’ lunedi’ mattina, 6 ottobre. Bella giornata di sole. Inizia una lunga settimana, si definiscono appuntamenti ed incontri. Sento Domenico Accili, medico aquilano che insegna alla Columbia University e vi dirige un centro di ricerca molto prestigioso, che si occupa di nutrizione, endocrinologia e diabete. Lo vedro’ in serata, l’appuntamento e’ a casa sua, in Chambers Street. Intanto cerco di liberarmi per sabato prossimo. Rosetta Romagnoli, mia collega nel Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM), alla notizia della missione negli States, mi ha chiesto qualche giorno fa se potevo essere a Boston per la sera dell’11 ottobre. Ci tiene che visiti la nostra comunita’. Si tiene la riunione della FAA Usa, una delle due Federazioni di Associazioni Abruzzesi degli States, l’altra e’ in Michigan. La riunione e’ la piu’ importante dell’anno, con la consegna dell’annuale riconoscimento ad un emigrato abruzzese che si e’ particolarmente distinto negli Stati Uniti.

 

Confermo a Rosetta che andro’ a Boston. Sono lieto d’andare a presenziare la consegna della Medaglia d’Oro della FAA ad una giovane ricercatrice di Sulmona, Annalisa Di Ruscio, 35 anni, ematologa. Lavora all’Harvard Medical School, in una delle universita’ piu’ prestigiose del mondo. Laureata in medicina e chirurgia all’Universita’ Cattolica di Roma, all’ultimo anno della specializzazione in ematologia, scelse sette anni fa d’andare a Boston, per completare gli studi di specializzazione all’Harvard University. A Boston, la “citta’ della ricerca” per eccellenza (MIT, Harvard, Boston University e una cinquantina di College nell’area metropolitana) ha pure conseguito il suo dottorato. Nel gruppo di ricercatori del prof. Tenen, all’Harvard Medical School, ha scoperto l’interruttore molecolare che potrebbe portare a nuove cure per i tumori. Il risultato l’ha fatta conoscere un po’ in tutto il mondo. Il Presidente Giorgio Napolitano, nel giugno scorso, le ha consegnato il Premio “Silvia Fiocco” con questa motivazione “Per ricerche nel campo delle leucemie, linfomi e cardiopatologie per la posizione preminente nelle pubblicazioni presentate, la qualità delle riviste e il numero delle citazioni, nonché la congruenza dell’attività scientifica con la tematica del Premio.” Il meeting di sabato prossimo della FAA, al quale presenziera’ anche il nuovo Console d’Italia a Boston, Nicola De Santis, si terra’ in un famoso locale in North End, il quartiere degli italiani, una “Little Italy” nella citta’ dove ebbe luogo il primo atto di ribellione contro l’Inghilterra, il Boston Tea Party, nel 1773, che avrebbe portato all’indipendenza degli Stati Uniti d’America. A Boston e nell’area metropolitana c’e’ una forte presenza italiana, molti gli emigrati d’origine abruzzese. Sento come un rispettoso dovere l’andare a visitarli.

 

E’ sera, l’appuntamento con il prof. Accili e’ per le 19. Esco per tempo, insieme a Mario Fratti. Il drammaturgo va al Theatre for the New City, sulla First Avenue. Ci sono le prove della sua commedia “Six Passionate Women, una nuova produzione dell’opera diretta da Stephan Morrow. In scena con la “prima” il 9 ottobre, repliche fino al 26 del mese. Buono il cast, talenti del palcoscenico: Dennis Parlato, Donna Vivino, Coleen Sexton, Ellen Barber, Kevin Sebastian, Laine Rettmer, Giulia Bisinella, Carlotta Brentan. Andro’ a teatro alla Prima, giovedi’ prossimo, dopo la presentazione del mio libro “L’Italia dei sogni” all’Italian American Museum, dove avro’ l’onore d’essere accanto al grande drammaturgo Mario Fratti e al prof. Joseph Scelsa, fondatore e presidente del Museo, uno dei templi della memoria dell’emigrazione italiana negli States, situato in Mulberry Street, nel cuore della Little Italy. La commedia “Six Passionate Women” di Mario Fratti, ambientata a Venezia rivisitando in modo assai originale il film “8 e mezzo” di Federico Fellini, scritta nel 1967, fu rappresentata per la prima volta nei primi anni Settanta . Fu l’opera dalla quale Maury Yeston, con l’autore, trasse il testo e scrisse le musiche del famoso musical “Nine”, dal 1980 per anni rappresentato a Broadway, con migliaia di repliche.

 

Arrivo a casa di Mimmo Accili alle 19:15. Salgo al quindicesimo piano. Mi sta aspettando sulla porta del suo magnifico appartamento posto all’angolo del palazzo, le cui finestre da un lato guardano la torre della Court House, la facciata del grande Municipio di New York e il Ponte di Brooklyn, dall’altro affacciano verso il Distretto Finanziario e a destra verso il nuovo grattacielo costruito a Ground Zero, dov’erano le Twin Towers. E’ splendende di luce, specie nella sua vertiginosa sommita’. Con Mimmo parliamo dell’Aquila, di come procede la ricostruzione della citta’ dopo il terremoto del 2009. Gli faccio un quadro sinottico della situazione, dei progressi della ricostruzione nel centro storico. L’Aquila sta pian piano rinascendo nelle meraviglie delle sue architetture. Purtroppo c’e’ stasi pressoche’ assoluta nelle tante frazioni del comune e negli altri centri del cratere sismico, anche a causa della scarsezza dei finanziamenti dallo Stato. Ci diciamo tante altre cose sulla nostra citta’, sul suo presente assai complicato, sul  futuro. E sul patrimonio degli affetti privati. Si informa sull’Universita’ dell’Aquila, sulle conseguenze del terremoto sull’ateneo. Il colloquio sottende il grande amore per la sua terra, dalla quale il prof. Accili manca ormai da quasi trent’anni, pur essendo tornato a L’Aquila diverse volte, per brevissimi periodi. Intanto arriva Sonia, la bella moglie di Mimmo, d’origine libanese, venuta negli States con la sua famiglia quando il Libano fu devastato dalla guerra. Sonia lavora a Toledo, nell’Ohio. Insegna fisiologia e fa ricerca di base. La famiglia si ricompone nei fine settimana, a New York e a Toledo, alternativamente. La conversazione si arricchisce di nuovi spunti e curiosita’, anche durante la cena, in un bel ristorante vietnamita. Davvero una bella serata, ricca di emozioni e di condivisione d’affetti.

 

Oggi e’ martedi’. E’ mattina, il cielo appena velato, ma il sole comunque riluce sui vetri dei grattacieli di Manhattan. Mi consento una sgranchita al Central Park, magnifico particolarmente in questo periodo. Gli alberi del parco espongono le intense tonalita’ dei loro colori allo stato puro, vivissimi e cangianti, come nelle tele degli artisti fauves. Giallo, rosso, terra di siena, ruggine, carminio e ocra contrappuntano con il verde ancora resistente delle foglie e con lo smeraldo del prato. Un incantevole spettacolo che solo la natura riesce ad ostentare, nella splendida varieta’ delle sue cromie. New York e’ davvero bella d’ottobre. L’autunno riserva inaspettati tepori e non cede ancora alle inclemenze del clima. Il volto della citta’ rapisce, sempre nuova la suggestione che regala, riservando sorprese ed aspetti di singolarita’ che rendono New York davvero unica al mondo.

 

 

Goffredo Palmerini

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