Ambiente, la Sigea presenta al Governo un piano in tre punti: «Serve un cambio culturale contro il rischio climatico»

(ASI) Antonello Fiore (Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale): "Abbiamo consegnato al Ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, un piano d'azione. Un Piano Sicurezza del territorio. Per mitigare e fronteggiare gli effetti degli eventi naturali – siano essi quelli aumentati di frequenza a causa della crisi climatica come nubifragi, mareggiate, alluvioni e frane, siano quelli dovuti a dinamiche geologiche come eruzioni vulcaniche e terremoti – è necessario parlarne in termini semplici e preventivi. Dobbiamo parlare di crisi idrica quando piove, di ondate di calore d'inverno e di frane e alluvioni quando non è stagione! ".

"Consegnato al Ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, un piano d'azione a saldi economici invariati per favorire conoscenza, percezione, consapevolezza e autoprotezione del territorio.

Per mitigare e fronteggiare gli effetti degli eventi naturali – siano essi quelli aumentati di frequenza a causa della crisi climatica come nubifragi, mareggiate, alluvioni e frane, siano quelli dovuti a dinamiche geologiche come eruzioni vulcaniche e terremoti – è necessario parlarne in termini semplici e preventivi. Dobbiamo parlare di crisi idrica quando piove, di ondate di calore d'inverno e di frane e alluvioni quando non è stagione.

Per questo motivo, in questi giorni la Società Italiana di Geologia Ambientale, ha consegnato al Governo, per il tramite del Ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, un manifesto in tre punti a saldi economici invariati. Un manifesto che vuole facilitare un cambio culturale attraverso la conoscenza dei pericoli geologici che permette di avere più cura del territorio e ancora consapevolezza e autoprotezione. I punti sono stati ridotti a tre affinché possano essere realizzati; il principio che non comporta spesa aggiuntiva per lo Stato abbatte ogni scusante per il Parlamento".

Di seguito le tre proposte del manifesto :

PROPOSTA 1 – Consapevolezza del cittadino e trasparenza del mercato immobiliare

  • Argomento: Sviluppo delle buone pratiche per favorire la percezione e la consapevolezza degli effetti dei rischi naturali.
  • Azione: Agli atti di compravendita di immobili (terreni, fabbricati e unità abitative) deve essere allegato obbligatoriamente l'Attestato di Pericolosità Naturale (APEN). Tale documento deve contenere specifiche e dettagliate informazioni circa il grado di pericolosità e di esposizione ai fenomeni naturali (alluvioni, frane, terremoti, eruzioni vulcaniche, sprofondamenti, erosione costiera e valanghe), così come riportato dalle cartografie ufficiali vigenti al momento del rogito. I dati dovranno essere desunti esclusivamente dalle banche dati e dagli studi redatti dagli Enti Pubblici di ricerca (ISPRA, INGV, ENEA, CNR, OGS), dalle Autorità di Bacino Distrettuali e da ulteriori strumenti di pianificazione adottati dalle Regioni di riferimento.

PROPOSTA 2 – Diffusione della cultura dell'autoprotezione nelle scuole

  • Argomento: Sviluppo delle buone pratiche per favorire la percezione e la consapevolezza degli effetti dei rischi naturali.
  • Azione: È fatto obbligo di destinare annualmente una quota pari all'1‰ (uno per mille) delle risorse finanziarie stanziate per gli interventi strutturali di mitigazione del rischio al finanziamento di campagne sistematiche di informazione, comunicazione ed educazione alla prevenzione degli effetti dei pericoli naturali. Tali fondi saranno gestiti su base regionale — con un tetto massimo di spesa proporzionale alle risorse infrastrutturali ripartite alle singole Regioni — e finalizzati a programmi educativi svolti in sinergia con gli Uffici Scolastici Regionali (USR) e con le Associazioni di protezione ambientale riconosciute. Le attività, da inserire stabilmente nelle scuole di ogni ordine e grado, dovranno coniugare la formazione teorica sulla specificità dei rischi locali a esercitazioni pratiche, sia in aula sia sul campo, volte ad apprendere i corretti comportamenti di autoprotezione.

PROPOSTA 3a-b – Pianificazione scientifica, monitoraggio continuo e programmazione trentennale degli interventi strutturali tesi alla riduzione dei rischi

  • Argomento: Sviluppo delle buone pratiche per favorire la percezione e la consapevolezza degli effetti dei rischi naturali.
  • Azione: L'azione si articola in due pilastri programmatici sinergici, volti a unire la conoscenza scientifica del territorio alla realizzazione materiale delle opere di messa in sicurezza.

3a. Pianificazione scientifica e monitoraggio continuo (Prevenzione non strutturale)

  • Fondo di Rotazione per i Monitoraggi Geologici: Viene istituito un fondo operante in parallelo all'esistente fondo per la progettazione. Esso è destinato a supportare gli Enti locali nel finanziamento della fase di studio pre-progettuale e rilievo continuo.
  • Meccanismo di rotazione: le somme anticipate saranno "restituite" al fondo non appena l'opera principale otterrà il finanziamento strutturale a valere sul Fondo Trentennale.
  • Infrastruttura dati e cartografia: Tutti i dati acquisiti confluiranno nelle piattaforme delle 7 Autorità di Bacino Distrettuali con il coordinamento nazionale di ISPRA. Questo garantirà l'aggiornamento costante della cartografia utile all'APEN.
  • Corsia preferenziale d'urgenza: Viene istituita una procedura accelerata per lo sblocco immediato di risorse a favore dei Comuni che registrino accelerazioni improvvise di corpi franosi o anomalie strumentali.

3b. Programmazione trentennale degli interventi strutturali (Prevenzione strutturale)

La proposta presentata dalla Società Italiana di Geologia Ambientale prevede che venga  istituito il Fondo Trentennale per le opere strutturali di difesa del suolo. Tale fondo confluirà in un unico contenitore programmatico degli interventi, la cui pianificazione e ripartizione supererà i criteri burocratici tradizionali.

  • Criteri di priorità e ordinamento: l'inserimento e l'ordine di priorità delle opere nel contenitore unico si baseranno esclusivamente sull'evidenza di studi e monitoraggi geologici e strumentali che ne attestino l'oggettiva necessità e urgenza funzionale. I criteri coniugheranno:

o l'effettiva pericolosità geologica rilevata;

o il rischio reale calcolato in base all'entità della popolazione e dei beni esposti.

  • Classificazione degli interventi per dimensione e ampiezza: Gli interventi strutturali inseriti nel piano trentennale sono suddivisi in tre categorie per definire con chiarezza competenze e responsabilità:

o Interventi strategici di carattere nazionale: Opere ad altissimo impatto e/o ampiezza dimensionale, la cui titolarità e competenza sono in capo allo Stato;

o Interventi a scala di bacino: Opere destinate alla risoluzione di criticità di distretto idrografico, di competenza delle Regioni o, qualora siano coinvolti più territori regionali, delle Autorità distrettuali di bacino;

o Interventi di competenza degli Enti locali: Opere di dimensione circoscritta, la cui entità e complessità procedurale, progettuale ed esecutiva risultano pienamente alla portata della capacità gestionale e operativa dell'Ente locale attuatore.

Un circuito virtuoso per il Paese.

"L'adozione congiunta di queste tre misure configura un circuito virtuoso e autosufficiente: il monitoraggio scientifico continuo (Proposta 3) aggiorna e valida le mappe pubbliche distinguendo accuratamente le dinamiche sismiche da quelle condizionate dai nuovi scenari meteo-climatici. Tali mappe alimentano la trasparenza del mercato immobiliare attraverso una percezione informata e consapevole (Proposta 1) – ha concluso Antonello Fiore - mentre i cittadini e le nuove generazioni vengono formati a elaborare la dimensione esperienziale e sociale del rischio attraverso l'educazione all'autoprotezione (Proposta 2).

L'ottimizzazione e la razionalizzazione delle risorse correnti, la valorizzazione della cultura scientifica e l'incremento della conoscenza — e di conseguenza della consapevolezza e dell'autoprotezione — sono le azioni più urgenti, in termini di protezione civile e protezione sociale, che lo Stato può compiere per tutelare il proprio patrimonio e la vita dei suoi cittadini".

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