(ASI) L’attesissimo volume 2 della stagione 5 di Stranger Things uscito tra Natale e Santo Stefano non convince. Quello che sembrava una cavalcata trionfale verso l’episodio finale di Capodanno ha lasciato agli spettatori l’amaro in bocca.
Anzi, non ha risposto a nessun interrogativo, lasciando i protagonisti più o meno al livello di partenza. I registi-ideatori, i fratelli Duffer, hanno al momento “ingannato" i fan, perché di fatto non è successo niente di particolarmente rilevante ad eccezione del prevedibile risveglio dal coma di Max (Sadie Sink). Tutti i personaggi sono ancora in vita, il nemico Vecna/Uno/Henry Creel (Jamie Campbell Bowie) continua con il suo piano che coinvolge dodici bambini per rifondare il mondo. Molta azione, tanti spostamenti a vuoto e una sola, e forse eccessiva, novità: il Sottosopra non è una dimensione parallela, ma un ponte che unisce Hawkins e un mondo infernale chiamato dai protagonisti l’Abisso (omaggio a Dungeons and Dragon). L’Abisso è l’abitazione di Vecna, del tentacolare Mind of Flyer e dei famosi Demogorgoni. È qua che si rifugia Vecna, scaraventato da Undici (Millie Bobby Brown) nello scontro del 1979 (stagione 4). Il Sottosopra è solo un passaggio che permette alle creature mostruose di arrivare ad Hawkins e da qui il piano di Vecna di fondere questi mondi. Tutto ciò è sovrabbondante rispetto alla trama principale come gli ormai eccessivi richiami ad altri film di fantascienza sono numerosi come “Matrix” (i bambini intubati da Vecna come gli umani dalle macchine), “Terminator” (Caren Wheeler, interpretata da Cara Buono, che ricorda Sarah Connor nell’affrontare i Democani) “Jurassic Park” (l’inseguimento dei Democani richiama quello celebre dei Velociraptor nella cucina del parco), “Lo squalo” (la bombola gas che uccide i Democani come lo squalo), “Interstellar” (sulla teoria dei wormholes) e i pluricitati “It” “Ritorno al Futuro”, come anche il romanzo “Nelle pieghe del tempo”. Stranger Things perde la sua identità con questi ulteriori omaggi e questa eccessiva dilatazione. Alla fine troviamo Vecna con i suoi dodici bambini, compresa Holly Wheeler (Nell Fisher) che a differenza di Max non è riuscita a fuggire dalla prigione mentale di Henry e Undici con un gruppo di sedici persone (tutti i protagonisti principali e secondari più il professor Clarke e l’infermiera Vickie). Da qui si comprende che la trama e il focus narrativo si perdano. Infatti, perde di centralità Undici a discapito di linee narrative non così entusiasmanti dei personaggi secondari. Anche Joyce (Wynona Rider) e Jim Hopper (David Harbour) sono sacrificati, quasi marginali, e l’entrata in scena della mitica Linda Hamilton, nei panni della dottoressa Kay, non incide e fa rimpiangere il dottor Brenner (Matthew Modine).
Gli episodi 5, 6 e 7 intervallano molta (forse troppa) azione ad alcuni avvenimenti come il coming out di Will (Noah Schnapp), la riappacificazione tra Dustin e Steve, il passato di Henry Creel e la “non dichiarazione” di Jonathan a Nancy. Tuttavia, sembra più una dilazione di quanto finora visto che un qualcosa di sconvolgente, come una sorta di lungo preambolo non particolarmente entusiasmante al finale. Il volume 2, in base alle recensioni nella rete, ha il più basso indice di gradimento, nettamente inferiore al volume 1. La realtà è che manca quella semplicità e quella tensione narrativa propria della prima stagione. Se pensiamo che allora tutto ruotava intorno alla scomparsa di Will e che quel confine tra reale e irreale con l’inserimento della misteriosa bambina dai capelli rasati bastava a creare la magia, che ora non c’è più. Desta ancora più perplessità che tutta la carovana dei personaggi buoni con le varie linee narrative decida di fare una spedizione verso l’Abisso. Si salveranno tutti? Sarà una strage? E che cosa accadrà a Undici? Quest’ultimo è forse l’unico vero interrogativo da sciogliere. Con Mike (Finn Wolfhard) che impersonifica la speranza di un futuro migliore insieme e la sorella Otto (Kali Prasad) (l’altra sopravvissuta tra i bambini superdotati del dottor Brenner) la triste realtà che per chiudere definitivamente con mostri ed esperimenti Undici deve morire insieme a Uno. Sembra arduo per la sovrabbondanza di elementi narrativi inseriti come programmi segreti governativi, ponti dimensionali, le vicende di una quindicina di personaggi, i numerosi ricordi di Henry. Per quanto gradevole a vedersi, Stranger Things stagione 5 è troppo dispersiva. I fan sperano che un episodio di due ore dovrebbe ristabilire gli equilibri ed evitare la fine di un’altra serie amatissima che si chiude in maniera deludente. Va detto che probabilmente questa serie andava chiusa prima e che è andata oltre più rosea aspettativa con risultati straordinari, ma citando Vecna “è giunta l’ora” che si vada a chiudere questa storia, con un gran finale che faccia tornare i numeri al loro posto…a cominciare dall’Undici… almeno si spera
Daniele Corvi - Agenzia Stampa Italia


