(ASI) Pellicola del 2002 che è valsa la tanto agognata e meritata statuetta come migliore attore protagonista a Denzel Washington, Training Day è la terza opera del regista Antoine Fuqua, dopo “Costretti a uccidere” e “Bait – L‘esca”.

Los Angeles. Jake Hoyt (Ethan Hawke), dopo aver abbandonato la stradale, entra a far parte della squadra antidroga dopo aver superato l'apposito concorso e, sottoposto ad un giorno di addestramento, viene affiancato dall’esperto detective della narcotici Alonzo Harris (Denzel Washington). Harris è cresciuto nella strada e sostiene un personalissimo concetto di giustizia, utilizzando per l'ottenimento della stessa metodi poco ortodossi. Jake, ragazzo di principi puliti e sempre ligio al dovere, subisce fortemente i comportamenti al limite d di Harris, trovandosi ad affrontare una realtà molto lontana da quella che aveva immaginato.
Alonzo é una carogna, un uomo corrotto pronto a tutto pur di guadagnare soldi ed ottiene ciò che vuole attraverso la violenza. Alonzo è il male. Jake, invece, viso pulito e sguardo innocente rappresenta il bene, la pulizia, la purezza. Ben presto però, anche la giovane recluta imparerà a conoscere ed applicare la legge della strada, dando vita ad uno spettacolare duello psicologico, ideologico e fisico col collega.
All’immenso Denzel Washington qui nel suo primo ruolo da cattivo, fa da spalla un ispirato Ethan Hawke che sfoggia una prestazione ben al di sopra degli standard precedentemente mostrati, grazie anche ad un personaggio che pare essergli stato cucito addosso. La cinepresa riprende ogni passo della coppia che si muove lungo una Los Angeles malfamata, in quartieri sovraffollati e ghettizzati in cui Alonzo si destreggia con disinvoltura. Una città divisa in zone di spaccio , di guerriglia e di rovina, ambientazione che ha attribuito ulteriore fascino alla pellicola. Per riprodurre fedelmente tali ambientazioni, Antoine Fuqua ha chiesto e ottenuto il permesso delle gang dell’Imperial Courts di girare alcune scene nei quartieri più pericolosi di Los Angeles.
Il risultato finale è un action thriller coinvolgente e teso che supera di gran lunga le aspettative, soddisfacendo anche i palati più fini e appassionando anche quella fetta di pubblico che non predilige i film d'azione. Il grosso del merito va attribuito a Fuqua, particolarmente abile a trasporre il degrado sociale ed urbano di alcuni quartieri dell'East coast in maniera eccelsa, è riuscito a caratterizzare perfettamente i personaggi ed è riuscito nell'intento di rendere scorrevole una pellicola ricchissima di spunti, il tutto senza superare i 120 minuti di girato.
Degna di menzione, anche l'interpretazione della bella e brava Eva Mendes, nel ruolo della giovane amante di Alonzo, nonché madre dell'illegittima figlia del protagonista.

Alessandro Antoniacci – Agenzia Stampa Italia

 

 

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