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(ASI) Venerdì 18 maggio 2012 alle ore 18 presso il Circolo Nautico Posillipo, via Posillipo 5 Napoli PRESENTAZIONE DEL LIBRO di Antonio Carioti "I ragazzi della fiamma" introduce il Consigliere alle Pubbliche Relazioni Filippo Smaldone, modera Antonio Mazzone, intervengono: Gino Agnese (giornalista e saggista) - Genny Sangiuliano (vice Direttore tg1) - Prof. Angelo Ruggiero - Dott. Ruggiero Ferrara e Conclusioni dell’Autore-

I GIOVANI NEOFASCISTI E LA GRANDE DESTRA, IL PROGETTO FALLITO DEI RAGAZZI DELLA FIAMMA. IN LIBRERIA IL NUOVO SAGGIO DI ANTONIO CARIOTI.

«Finché rimase fascista il MSI non poteva contare nell’arena politica, ma quando ha smesso di essere fascista non si è capito più che cos’era. E il tentativo compiuto da Gianfranco Fini per chiarirlo non poteva che determinare le fratture irrimediabili a cui abbiamo assistito» così scrive Antonio Carioti, giornalista e storico, nell’introduzione a I ragazzi della Fiamma (Mursia, pagg. 304, Euro 18,00) il nuovo saggio sulla storia della destra italiana che segue Gli orfani di Salò, in cui per la prima volta Carioti ha documentato il contributo decisivo dei giovani neofascisti alla nascita del MSI e alla sua affermazione nei primi anni dell’Italia repubblicana. Oggi come ieri, la storia della destra italiana sembra segnata dal problema dell’identità: prigioniera dell’eredità del Ventennio, frammentata in correnti ideologicamente antitetiche, unita solo contro gli antifascisti, e in ultima analisi incapace di costruire un vero blocco conservatore. Una storia per molti aspetti uguale e contraria a quella della sinistra, ma, a differenza di quella, assai poco raccontata e analizzata. Nel suo nuovo libro Carioti affronta, con un rigoroso lavoro di ricerca condotto attraverso interviste ai militanti, famosi e non, e analisi dei documenti, lo scontro tra i moderati e i giovani intransigenti nell’MSI dal 1952, anno in cui venne approvata la legge Scelba che puniva le attività neofasciste, al 1958, l’anno elettorale che segnò una battuta d’arresto del MSI e rafforzò una DC propensa all’accordo con i socialisti. Sei anni in cui si consumò il fallimento del progetto Grande Destra, l’idea di un blocco conservatore in grado di attrarre il 15- 20% dell’elettorato, ma soprattutto la sconfitta dei giovani neofascisti, i “figli del Sole”, portatori di una visione tradizionalista, seguaci di Julius Evola, antiamericani e antisistema, ai quali la dirigenza moderata del partito consegnò le organizzazioni giovanili, RGSL e FUAN, per contrastare l’ala “di sinistra” del partito, antiborghese e legata ai programmi “socializzatori” di Salò. Usati dalla segreteria Michelini, poi privati della loro autonomia, i ragazzi della Fiamma finirono per dividersi e disperdersi, con diverse scissioni e la nascita di gruppi estremisti come Ordine Nuovo. Quello che ha ricostruito Carioti è un periodo di battaglie ideali ma anche di scontro generazionale, che vide i giovani neofascisti protagonisti di azioni violente ora contro i moderati del partito, ora contro le sinistre o quelli che venivano considerati esponenti “antifascisti”: persino il futuro Paolo VI, allora arcivescovo di Milano, nel 1956 venne preso di mira con un attentato dinamitardo che solo per un caso non fece vittime. Nello stesso anno i giovani missini, sull’onda delle proteste per l’invasione dell’Ungheria, riuscirono a invadere la sede del PCI perfino nella rossa Bologna. L’anno precedente, mentre all’interno del MSI il segretario Michelini limitava lo spazio per i ragazzi della Fiamma, questi si scatenarono in una sfida ossessiva alla sinistra, dando l’avvio a una serie di azioni violente e attentati: a Roma venne assalita la sede centrale del PCI di via delle Botteghe Oscure, a Torino Claudio Volonté, fratello del noto attore, mise una bomba davanti a una sede dell’ANPI, a Modena fu colpità la redazione dell’Unità. Nel libro di Carioti la storia dei giovani neofascisti scorre in parallelo a quella della Prima Repubblica: dall’adesione del MSI al Patto Atlantico, alle lotte per Trieste (che videro diversi giovani missini feriti o uccisi dalla polizia del governo militare alleato), alla questione siciliana (significative le pagine sulle lotte tra neofascisti e separatisti), al tentativo della destra di trovare un’intesa con l’Azione Cattolica di Luigi Gedda e le gerarchie ecclesiastiche. Una storia in controluce, per troppo tempo ignorata, ma nella quale hanno radici molte delle contraddizioni politiche di oggi. Antonio Carioti, nato a Reggio Emilia nel 1961, ha esordito come giornalista alla «Voce Repubblicana» e dal 2004 lavora alle pagine culturali del «Corriere della Sera». Nel 2008 ha pubblicato con Mursia il controverso saggio Gli orfani di Salò. Il «Sessantotto nero» dei giovani neofascisti nel dopoguerra. 1945-1951, di cui questo volume costituisce il seguito. Sempre sulle vicende della destra italiana ha realizzato nel 1995 un libro intervista con Marco Tarchi, Cinquant’anni di nostalgia. È autore di varie pubblicazioni, tra cui il saggio Di Vittorio (2004) sulla figura del leader storico della CGIL, una Breve storia del presidenzialismo in Italia (1997) e il pamphlet Maledetti azionisti (2001). Per informazioni: ufficio stampa Mursia 02 67378502 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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