(ASI) Abruzzo – Chi ha una visione spirituale della vita crede che sia il monito di Dio, chi ne ha una più materialista, pensa che sia semplicemente la Natura, fatto sta che la Terra reagisce sempre più violentemente ai traumi che causa l'uomo e lo fa con calamità che si ripetono l'una dopo l'altra con effetti devastanti e incontrollabili.                                                                                                          

A tal proposito, in questi ultimi tempi, in Abruzzo, una delle Regioni più verdi ed incontaminate d'Europa, sembra di vivere sul set di un film di fantascienza con l'Apocalisse vicina o con superpotenze oscure che portano avanti esperimenti sui territori e sulla popolazione per studiare gli effetti di armi telluriche o climatiche.

Dopo l'abbondante nevicata che ha superato i 3 mt di altezza sopra i 1000 mt s.l.m., e la conseguente chiusura e il deterioramento di tutte le principali strade regionali, comprese le tre autostrade (A14-A24-A25), ci mancava il terremoto con il risveglio di un'altra faglia appenninica che si manifesta con uno sciame sismico abbastanza forte e ripetuto in un brevissimo lasso di tempo, come non si era registrato prima in Italia a memoria di uomo contemporaneo, e l'interruzione dei pubblici servizi in molti paesi, contrade, frazioni e quartieri delle città abruzzesi che stanno provando la popolazione, con intere aree urbane ed extraurbane senza luce (circa 50 mila utenze al buio) e il riscaldamento centralizzato, rotture idriche e l' interruzione della linea telefonica con grave difficoltà a comunicare.

Anche il Fiume Pescara ha rotto gli argini nelle prime ore della mattina di mercoledì 18 gennaio, ed è stato necessario aprire la diga di Piano d'Orta con pericoli di allagamento nella Val Pescara. I Sindaci hanno chiuso le scuole nei capoluoghi di Chieti, Pescara e Teramo e nell'importante città di Sulmona (Aq). È stato necessario l'invio di militari da parte del Governo per far fronte all'emergenza.

Ma, a segnare il definitivo avvento di quella che sembra l'Apocalisse per l'Abruzzo, c'è la notizia della tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pe),alle pendici  del Gran Sasso,  uno dei centri benessere più famosi e lussuosi della Regione, travolto da una valanga di 300 mt di neve, alberi e detriti, staccatasi dalla montagna.

Ci sono, con notizie ufficiali aggiornate alla sera di giovedì 19 gennaio, delle vittime il cui numero è destinato ad essere preciso non appena finiranno le azioni di soccorso.

Fino ad ora ci sarebbero due superstiti che fortunatamente si trovavano fuori l'hotel al momento dell'impatto della valanga, dei morti il cui numero preciso sarà chiaro solo terminati i soccorsi, ancora diversi dispersi, tra cui 4 bambini e 8 dipendenti (secondo i dati ufficiali in possesso della Questura).

I primi soccorsi ad arrivare, sono stati, con oltre dieci ore di ritardo dal primo SOS (alle 4.30 della mattina del 19 gennaio) quelli del soccorso alpino della Guardia di Finanza con gli sci, che non hanno sentito alcuna attività  umana nell'albergo. Ogni ora che passa diventa più difficile trovare superstiti, ma si scava incessantemente, perché  la speranza è l'ultima a morire.

La neve alta e il terremoto sarebbero le cause della slavina che ha travolto l'hotel che si sarebbe addirittura spostato di dieci metri a seguito dell'impatto, il ritardo dei soccorsi sarebbe in gran parte dovuto alla bufera di neve in atto, ma la Procura di Pescara ha aperto una indagine e di certo cercherà di appurare eventuali altre responsabilità.

La notizia della tragedia di Farindola ha fatto il giro del mondo, e anche l'Unione Europea sarebbe pronta a fare la sua parte. Il Ministro dell'Interno Minniti ha inviato sul posto a seguire i soccorsi il suo vice, Filippo Bubbico.

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

 

Fonte foto: Vigili del Fuoco

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