(ASI) Abruzzo – Pescocostanzo (1400 mt slm), Comune montano di poco più di mille abitanti in Provincia di L'Aquila, appartenente alla Comunità Montana Alto Sangro e Altipiano delle Cinquemiglia, considerato uno dei borghi storici d'Abruzzo e membro del Club de “I borghi più belli d'Italia”, per le sue bellezze storiche ed artistiche medievali, potrebbe rischiare di subire un colpo alla sua “immagine” di località turistica.

 Infatti, dopo 52 anni di storia (dal 1964),gli impianti sciistici di Vallefura di Pescocostanzo che fanno parte del comprensorio dell'Alto Sangro, situati nella Regione degli Altipiani maggiori d'Abruzzo, alle pendici del Monte Calvario (1743 mt slm), gestiti fino ad oggi dalla società privata “Vallefura Srl”, potrebbero vedere compromessa la loro attività, con la chiusura dei battenti e col paventato smantellamento dell'impianto di risalita quadriposto.

La proprietà degli impianti, avrebbe deciso di fermare la stazione sciistica e, addirittura, annunciato lo smantellamento della nuova seggiovia, poiché tutti gli sforzi portati avanti per il rinnovamento dell'impiantistica, non sarebbero stati supportati adeguatamente, sopratutto dal punto di vista economico, da parte degli Enti Pubblici Territoriali, in special modo dagli organi regionali competenti.

In particolare, secondo la società “Vallefura srl”, la Regione Abruzzo avrebbe completamente disatteso le aspettative, non erogando un finanziamento regionale che sarebbe stato assegnato nel 2004, per sostituire la vecchia seggiovia monoposto con una più moderna quadriposto.

L'intervento è stato comunque sia effettuato dalla proprietà di tasca propria, ma, secondo i vertici della Vallefura srl, il disinteresse regionale prolungatosi nel tempo, la mancanza di collaborazione, avrebbero reso più difficile la competitività in un mercato sempre più complicato e fatto maturare la sofferta decisione.

A tal proposito, abbiamo intervistato il Sindaco di Pescocostanzo, l'Avv. Roberto Sciullo per avere un quadro completo della situazione e per sapere cosa intende fare l'amministrazione comunale

«Che cosa è accaduto alla seggiovia di Pescocostanzo?»

«Sono Sindaco di Pescocostanzo da circa un anno, la seggiovia aveva diverse problematiche che sono state affrontate già dall’anno scorso nell’immediato. In passato l’imprenditore in questione aveva realizzato un impianto e gli erano stati garantiti dei finanziamenti di natura regionale o comunitaria. Nonostante l’impianto fosse stato realizzato 5/6 anni fa, tali finanziamenti non sono arrivati, così la proprietà dell'impianto è stata costretta ad accendere un mutuo, ed è andata in in sofferenza. Attualmente ci si sta attivando presso la Regione Abruzzo per trovare una soluzione» .

 « Crede che il proprietario dell'impianto voglia realmente chiudere e smantellare la seggiovia?”

« Non credo questo, ma penso che abbia solo voluto lanciare una sorta di grido d’allarme. Ci stiamo comunque attivando in ogni modo per avere dei contatti con la Regione e cercare di risolvere la situazione.».

«Secondo lei, dietro la mancata sovvenzione di fondi regionali è stato favorito qualche altro impianto rispetto al vostro?»

«Guardi io non le posso rispondere, perché questi fatti sono avvenuti 5 o 6 anni fa quando non ero ancora Sindaco. Posso dirle solo che, con il senno di poi, forse la pratica andava seguita meglio da parte di chi gestiva allora».

«Spesso accade che il pesce più grande mangi quello più piccolo. Non crede che forse qualche impianto più grande abbia fatto in modo tale che questi fondi pubblici prendessero altre strade?»

«Questo non so dirglielo, so solo che a Pescocostanzo quei soldi non sono arrivati. Credo che non sia nell’interesse di nessuno, nemmeno degli impianti più grandi, far scomparire gli impianti di Pescocostanzo o di Pescasseroli. Ritengo che l’offerta turistica più è completa, più come territorio c’è possibilità di dividersi l’utenza».

«Quali sono le caratteristiche del vostro impianto?»

«È un impianto relativamente nuovo, gli utenti sono principalmente famiglie, principianti, ed è piuttosto gremito. Credo che avendo un certo bacino di utenza che funzionava ci siano buone possibilità di trovare sensibilità da parte della Regione riguardo questo problema. Noi siamo venuti a conoscenza della questione solo poche settimane fa e non ci era mai stata palesata prima, probabilmente perché si sono susseguite tre buone stagioni, ma quest’anno, come si sa, le cose non sono andate bene anche perché mancava la neve. Ripeto, credo che non sia nemmeno interesse dell’imprenditore chiudere definitivamente l’impianto».

Cristiano Vignali – Agenzia Stampa Italia

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