(ASI) Milano – Cesare Maldini, difensore e bandiera del Milan ex ct della Nazionale e dell'Under 21, È morto oggi all’età di 84 anni a darne notizia la famiglia Maldini, che in una nota annuncia con immenso dolore la scomparsa di Cesare nella notte tra sabato e domenica .


Maldini è nato a Trieste il 5 febbraio 1932, ha giocato nel Milan dal 1954 al 1966 disputando 347 partite (con 3 gol) e vincendo 4 scudetti, una coppa Latina e, nel 1963 da capitano dei rossoneri, alzò la prima coppa dei Campioni conquistata dal Milan dopo aver battuto il Benfica di Eusebio.
Con la maglia azzurra ha disputato 14 partite.
La carriera da allenatore inizia come Vice allenatore di Nereo Rocco nel 1971-1972 poi prosegue nel Foggia, campionato 1974-1976 e nella Ternana nel 1976, successivamente nel 1978-1980 Maldini portò il Parma dalla C1 alla B. Nel 1980 diventa vice di Enzo Bearzot in Nazionale quando l'Italia vince i Mondiali in Spagna.
Dal 1986 al 1996 prende la guida dell'Under 21, con la quale vince il campionato europeo per 3 anni consecutivi. Dal 1996 al 1998 diventa CT della nazionale maggiore e guida ai Mondiali di Francia gli azzurri, perdendo i quarti di finale ai rigori con i francesi che poi diventeranno campioni del mondo. Dopo l'esperienza con la nazionale, Cesare Maldini diventa direttore tecnico di Tassotti e Terim. L’ultima esperienza è nel 2001-2002 con il Paraguay qualificandosi ai Mondiali in Corea del Sud e Giappone nel 2002, dove esce agli ottavi con la Germania.
Oggi il Milan scenderà in campo a Bergamo, contro l’Atalanta, con il lutto al braccio e indosserà la maglia bianca in ricordo del proprio Capitano .
Inoltre la società rossonera lo ricorda con un comunicato apparso questa mattina sul proprio sito web ( http://www.acmilan.com/it/news/show/161399 ).
MALDINI, LA FAMIGLIA DEL CALCIO
Cesare Maldini: una vita per la sua Famiglia, per lo Sport, per il Calcio, per il Milan. Il Tributo del Club rossonero.
Un predestinato, Cesarone. Appena arriva al Milan fa il suo esordio contro la sua Triestina a San Siro e vince lo Scudetto al suo primo Campionato rossonero. Era il 19 Settembre 1954 ed era il Milan di Buffon e Zagatti, di Liedholm e Nordahl, di Schiaffino. Da quel momento, Cesare Maldini è stato: 412 presenze ufficiali nel Milan, 3 gol, 4 Scudetti vinti, 1 Coppa Latina, 1 Coppa dei Campioni, 1 Finale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid a Bruxelles nel 1958.

Cesare, il papà di Paolo e il padre acquisito di una intera generazione di tifosi rossoneri, smette di giocare nel Milan nel 1966. Ma sei anni più tardi, in Coppa delle Coppe, in Lussemburgo, è già immerso nella sua seconda vita, la vita di sempre, il Milan: eccolo in panchina nel 1972 sul campo del Red Boys per una vittoria, 1-4, della squadra che aveva Nereo Rocco come direttore tecnico e lui stesso come allenatore.
Da buon milanista conosce la sua personalissima fatal Verona nel 1974, quando perde 2-1 al Bentegodi e viene sostituito da Giovanni Trapattoni in panchina per le ultime gare di quella stagione. Ma il suo legame con il Milan è continuo e indissolubile. Quando Paolo esordisce in maglia rossonera il suo caro compagno di squadra Liddas non glielo aveva preannunciato e lui lo apprende, siamo nel Gennaio 1985, dalla radio di Tutto il Calcio minuto per minuto.
Dopo i Mondiali di Francia del 1998, Cesare torna nella famiglia rossonera come capo degli osservatori e nel Marzo del 2001 rileva la conduzione della Prima squadra rossonera al posto di Alberto Zaccheroni: "Andiamo a Milanello, caro Mister", gli dice sorridendo quella mattina in via Turati Adriano Galliani. E Cesare chiude bene la stagione, dopo il 6-0 contro l'Inter arriva anche ad accarezzare l'idea del recupero delle posizioni Champions anche se poi la posizione finale è il sesto posto.
Cesare Maldini, il grande triestino caro ad Enzo Bearzot nelle epiche gare azzurre di Barcellona e Madrid nel 1982, è rimasto nel Milan fino all'estate del 2008. Di recente suo nipote Christian è tornato in forma dopo tanti infortuni e ha ben figurato nel Torneo di Viareggio, con papà Paolo sugli spalti. E' stata, da nonno del calcio e del Milan, la sensazione che lo ha portato nelle migliori condizioni alla giornata di oggi. La giornata del Saluto, ma soprattutto del Tributo.

Edoardo Desiderio – Agenzia Stampa Italia

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