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Italia

ACS denuncia Sempre più cristiani perseguitati tra i migranti che sbarcano sulle nostre coste

Di Redazione ASI 10 Agosto 2015 – 18:47 1 min di lettura

(ASI) Negli ultimi cinque anni la percentuale di cristiani tra i profughi che giungono sulle coste italiane è aumentata quasi del 30%.

È quanto dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre don Mussie Zerai, sacerdote eritreo fondatore e presidente dell'agenzia Habeshia, rete di volontari nata nel 2006 per dare sostegno ai migranti e i richiedenti asilo in Italia.

Come confermato dall'ultima edizione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo di Aiuto alla Chiesa che Soffre, le persecuzioni a sfondo religioso – che nella maggior parte dei casi riguardano i cristiani – spingono sempre più persone nel mondo ad emigrare. E quanti cercano rifugio nel nostro paese non fanno eccezione. «Basta osservare l'alta percentuale di cristiani in arrivo dalla Siria, da dove proviene il maggior numero di profughi che approdano in Italia», afferma don Zerai. Anche tra gli iracheni vi sono molti cristiani, mentre tra gli eritrei – il secondo gruppo per numero di migranti - sono addirittura la maggioranza. «Molti dei nostri fratelli nella fede vengono dall'Africa – aggiunge il sacerdote – Tanti sono nigeriani in fuga da Boko Haram, ma ora che diversi gruppi fondamentalisti iniziano ad agire in altre nazioni africane, vi è il rischio che sempre più cristiani siano costretti ad emigrare».

Fuggito dall'Eritrea nel 1992, don Zerai è noto per il suo impegno in difesa dei richiedenti asilo e dei migranti, che nei mesi scorsi gli è valso una candidatura al premio Nobel per la Pace.

Redazione Agenzia Stampa Italia

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“Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947 da padre Werenfried van Straaten, si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2014 ha raccolto oltre 105 milioni di euro nei 21 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato 5.614 progetti in 145 nazioni. 

Nota della Redazione

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