Damasco, kamikaze in un panificio. Gli USA aumentano aiuti ai ribelli
(ASI) Attacco kamikaze a Damasco nel quartiere nord di Roukkneddine. Un attentatore suicida si è fatto esplodere stamane in un panificio causando diverse vittime civili. Ad annunciare la notizia la Tv di stato siriana. Secondo una stima dell'Osservatorio siriano per i diritti umani ci sarebbero almeno tre morti e una decina di feriti.
Nel frattempo, dopo la riunione di Istanbul in Aprile, gli 11 paesi "amici della Siria" si sono incontrati in Quatar ed hanno programmato di intensificare gli aiuti ai ribelli.
Gli Usa battono sulle armi chimiche, malgrado in Siria non ve ne sia traccia; più plausibile, stando alle dichiarazioni del segretario di stato Kerry, che le maggiori preoccupazioni americane siano Hezbollah e Iran, storici nemici dell'America e sostenitori del regime di Bashar al Assad.
Di linea interventista anche la Gran Bretagna, il cui ministro degli esteri accenna a "una soluzione politica", per poi tuttavia aggiungere che " l'intesa politica non arriverà se l’opposizione può essere distrutta con la forza.”
Venti di guerra sempre più forti soffiano sul paese mediorientale. Armi chimiche a parte, l'intenzione dello US Army pare essere proprio quello di intervenire con la forza: un'inchiesta del Los Angeles Times avrebbe svelato che da tempo Washington sta addestrando gruppi di oppositori in Giordania e Turchia.
Al fronte, la Tv siriana annuncia che i ribelli sono stati cacciati dalla regione di Hama e che la popolazione sta rientrando nelle proprie case.
Marco Petrelli - Agenzia Stampa Italia