Un Gran Premio targato Ducati: domina Marc, seguito da Alex Márquez e Pecco Bagnaia

(ASI) Aragona – Veni, vidi, vici. Ben si addice a Marc Márquez, il moderno Giulio Cesare della MotoGP, il motto latino che ha assunto un significato di impresa compiuta senza troppi sforzi, di vittoria che arriva già preannunciata e senza colpi di scena. A conquistare il primo posto, nel Gran Premio di Aragona, è quindi sempre lui, che raggiunge la bandierina a scacchi con il miglior tempo di gara (1:46.705) al sedicesimo giro e con la fiera consapevolezza di un Imperatore.

Impossibile quindi per il fratello Alex fargli da contraltare. Arrivato secondo, ha dovuto tenere testa a Francesco Bagnaia. Terminata la gara, il pilota del team Gresini ha infatti rilasciato ai microfoni di Sky la seguente dichiarazione a caldo: “Ho visto che Bagnaia già nel warm up era molto veloce. Oggi abbiamo dato tutto. É stata una gara difficile da gestire e non è facile quando ti trovi dietro un campione del mondo come lui. Lui sicuramente ha fatto del suo meglio e io ho cercato di gestire la situazione. Non mi sentivo al cento per cento con la posteriore media, per cui mi sono detto cerchiamo di tenere il passo e non commettere errori perché sapevo che se fosse stato tanto vicino, sarebbe stato difficile difendermi. Alla fine ci sono riuscito. Abbiamo tratto il massimo da questo week end. Il secondo posto nella Sprint e oggi, per cui sono molto contento di questo”.

Se il risultato dei primi due posti di oggi ha riconfermato quello della Sprint di ieri e un copione che da tempo ormai è noto, a raggiungere il terzo gradino del podio è un Francesco Bagnaia, che ritrova maggior fiducia in sé e nella sua Ducati, che quest’anno sembra non essere propriamente la sua anima gemella. Che sia un grande campione nessuno lo ha mai messo in dubbio e, come ogni grande campione, c’era da aspettarsi non avrebbe mollato, provando, nei primi giri, a mettere sotto pressione Alex. Bagnaia tiene duro anche agli attacchi ripetuti della KTM di Pedro Acosta, calibrando alla perfezione la sua guida. Per dirlo alla Rocky Balboa: “Forte non è colui che va al tappeto, ma colui che, una volta andato al tappeto, ha la forza di rialzarsi”. E Pecco ha tutte le caratteristiche di un campione forte e sempre posato che può farcela.

Ecco le dichiarazioni di Pecco nel post gara: “Oggi per noi non è soltanto un terzo posto, ma è anche il recupero di tanta fiducia. Un qualcosa di cui avevo bisogno. Stamattina abbiamo fatto una modifica piccola, che però mi ha dato un pochino di fiducia in più. Un piccolo passo in avanti che però mi ha dato molta più velocità. Sono contento di questo. Ho pensato a riprendere Alex, ma, passo dopo passo, stavamo aumentando il ritmo. Ho fatto il mio giro migliore a due giri dalla fine. Sono molto contento di questo e voglio ringraziare il mio Team. Abbiamo sofferto insieme e oggi saliamo sul podio anche grazie a loro. Quindi un lieto fine per oggi. Grazie a tutti”.

Può ritenersi dunque più che soddisfatta la Ducati per questa giornata al MotorLand di Aragona. Ma come è andata la gara per gli altri piloti?

Davvero conteso è stato il quarto posto. Un duello che ha visto come protagonisti Pedro Acosta, Brad Binder e Franco Morbidelli, molto entrante in questa gara. Già tra il terzo e quarto giro infatti Morbidelli è pronto per attaccare Binder. Il duello si sposta su Acosta, al dodicesimo giro, complice la caduta di Binder, che favorisce l’avanzata di Morbidelli. Ma la vera bagarre inizia alla fine del diciottesimo giro tra il Morbido e il Rookie, che gli sta dietro, col fiato sul collo e gioca il tutto e per tutto, fino alla fine della gara, per strappargli il quinto posto tra le curve 12, 14 e 15. I due, al penultimo giro, si toccano, ma a spuntarla è Morbidelli che, nel rettilineo, si butta dentro e rimane davanti, mantenendo la quinta posizione.

Ottimi tempi per Marco Bezzecchi, che in questa gara recupera ben dodici posizioni, chiudendo con una sudata ottava posizione dietro a Miller e scendendo con la sua Aprilia, al di sotto del 1:47, insieme ai fratelli Márquez.

Gli altri piloti italiani chiudono invece al nono posto con Fabio Di Giannantonio (Pertamina Enduro VR46 Racing Team), dodicesimo con Enea Bastianini (Red Bull KTM Tech3) e diciassettesimo con Luca Savadori (Aprilia Racing).

Meno bene oggi per Brad Binder e la sua KTM, per il pilota della Honda Johann Zarco, che cade al nono giro, Fabio Quartararo con la sua Yamaha, scivolato in curva al tredicesimo giro e Maverick Viñales (Red Bull KTM Tech3) che cade a tre giri dalla fine.

Benedetta Orsini Federici - Agenzia Stampa Italia 

 

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