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(ASI) Finalmente primi. Ma come disse Antonio Conte: “Il Milan deve fare harakiri”.

Per la terza volta consecutiva la Juve gioca dopo i rossoneri e al Barbera scende in campo con un inatteso regalo dal tanto disprezzato Amauri, che da gran signore ha dato una gioia immensa al popolo juventini, sancendo una pace pasquale. Conte, come preannunciato, mette Quagliarella, Caceres e la novità Estigarribia. Il Palermo, seppur con tanti indisponibili, è ben schierato e Mutti schiera una difesa fitta, che la Juve fa fatica a perforare. Nonostante nel primo tempo il Palermo faccia solo un tiro stentato, la Juve è imprecisa e solo con Caceres ha una nitida occasione, che spreca con un brutto pallonetto.

Per la terza volta consecutiva si va a riposo sullo 0 a 0, la Juve fa subito il forcing e dopo una serie di calci d’angolo, Bonucci inzucca una traiettoria perfetta di Pirlo. Bonucci, che si era visto, negare il goal nella partita con il Napoli (assegnato a Vucinic) segna il momentaneo vantaggio, che catapulta a +1 dal Milan. Il Palermo cerca la reazione, entra Budan per Acquah, tra gli applausi e tra i migliori rosanero insieme a Della Rocca. Conte vede un po’ i suoi subire e inaspettatamente leva Vucinic, rimproverato prima duramente per alcuni errori e mette Matri. Alla prima occasione l’ex Cagliari serve Quagliarella che con un bel piattone segna il 2 a 0 e il suo secondo goal nelle ultime due partite (il quarto in campionato). C’è poi spazio per Pepe per preservare Vidal diffidato e per Del Piero che sostituisce Quagliarella. Il capitano cerca il sigillo, ma Viviano gli si oppone due volte.

Al fischio finale popolo juventino in festa, per aver ritrovato la vetta, persa per una serie di pareggi con le piccole. Il Milan ha accusato il ciclone Barcellona e dopo il pari contestato di Catania, cade con una Fiorentina, che dà un sussulto al suo pessimo campionato e che riesce a ribaltare lo svantaggio, dovuto a un rigore generoso di Ibra. Jovetic, in odore Juve, si fa apprezzare da tutti e perfora la disattenta e dimezzata difesa milanista e poi quello che non ti aspetti entra Amauri per uno bellissimo schiaffo morale alla Juve, paradossalmente lui che era visto come una spina nel fianco per il suo pesante ingaggio e per i vari no, dà il più bel regalo di Pasqua alla Juve. Vetta, meritata, ma in queste ultime sette gare, che possono essere poche e nello stesso tempo tante, bisognerà continuare con la stessa grinta e determinazione che ha permesso il sorpasso. Si riprende martedì, senza purtroppo Marchisio (è stato ammonito di nuovo) con una Lazio, orfana di Klose, ma desiderosa di Champion. Ma ogni partita è una finale e chiunque sia l’avversario, ora la Juve deve pensare solo a sé e da spietata predatrice, ridiventare inafferrabile lepre. Vola Juve, facci vivere questa storia di questo grande amore.

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