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Calcio

Il Comitato Regionale Umbro accoglie Gravina che ribadisce: "Non sarò il becchino del calcio".

Di Redazione ASI 28 Agosto 2021 – 14:42 2 min di lettura

240238728 273438707626835 8675224401910631633 n(ASI) Perugia. Una giornata di festa e di riflessione nello stesso tempo. La sede del Comitato Regionale Umbro ha accolto questa mattina il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Gabriele Gravina.

L'occasione, oltre che ricevere i dovuti e sacrosanti consensi per il lavoro svolto dal 2018 (anno in cui si è insediato) ad oggi, culminato con la conquista del titolo europeo circa un mese e mezzo fa, per un'attenta analisi del movimento calcistico a tutti i livelli. Molti i partecipanti, dai vertici del Comitato alle varie rappresentanze istituzionali (per il comune di Perugia erano presenti il sindaco Andrea Romizi e l'assessore allo sport Clara Pastorelli). Proprio dall'Umbria, fatto tutt'altro che trascurabile, è partito il viaggio del trofeo conquistato dagli azzurri a Wembley, visibile fino alle 17 di oggi.

L'APPELLO DI REPACE - Luigi Repace, numero uno del C.R.U., apre il suo intervento rivolgendosi così a Gravina: "Il 20 aprile del 2020 il presidente disse che non voleva essere il becchino del calcio. Lo ringrazio per questa frase. Con la sua lungimiranza si è assunto una responsabilità che nessuno si sarebbe assunto. Il danno non era solo di carattere sportivo, ma va considerato anche l'indotto economico". Repace prosegue affermando che "il calcio italiano ha dimostrato che con la pianificazione sarebbe stato possibile sconfiggere almeno in parte la pandemia. Siamo riusciti infatti a vincere l'Europeo e nessuno deve smettere di ringraziare questo presidente nonostante l'immobilismo che c'era, lo stesso che trovo in ambito dilettantistico". Proprio a tal proposito il presidente del Comitato auspica "un cambio di passo nonché una collaborazione totale con la Federcalcio affinchè il calcio dilettantistico possa riprendere. Molti posti di lavoro sono andati persi e ci sono circa 250 mila praticanti in meno. Senza dimenticare l'aumento dei costi di gestione e il calo di autostima e fiducia che hanno avvertito i nostri giovani. La Lega Dilettanti è sempre stato lo zoccolo duro del calcio italiano. Chiedo uno sforzo maggiore perché questa è una situazione che non può più andare avanti; servono linee comuni sia in ambito professionistico che dilettantistico".

 
GRAVINA DETERMINATO - L'attesa era tutta per il presidente della FIGC Gabriele Gravina, che si è detto "felice di continuare la mia attività di incontro con il territorio, da sempre la provincia del calcio italiano. Essere attendisti è un errore strategico: voglio una federazione aperta, fatta da uomini e che vada incontro alle esigenze del territorio stesso". Gravina, riguardo alla vittoria di Euro 2020, precisa di "non voler assolutamente sminuire questo risultato, ma deve essere valutato tutto il percorso. Volevamo raccontare una sorta di Rinascimento Italiano con i comportamenti e con messaggi che il gruppo ha voluto mandare al Paese. Soprattutto va allontanata la logica del presentismo". L'obbiettivo è "consegnare stabilità al nostro sistema, soprattutto alle future generazioni". Per il numero uno della Federcalcio "il vero effetto negativo sono i 250 mila giovani che abbiamo perso. Dobbiamo impegnarci tutti ed investire tutte le nostre risorse per porre rimedio a questa situazione". 
 
Enrico Fanelli - Agenzia Stampa Italia - TifoGrifo
 
Nota della Redazione

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