(ASI) Nessuno ha voglia di ricordare, eppure, a volte, necessita farlo specie se si tratta di un passato “eterno” e che di tornare non ne vuole sapere. Il match di domenica sera tra Lecce e Palermo, due società gemellate da più di un ventennio, promette spettacolo nella misura in un cui a fronteggiarsi saranno due tecnici virtuosi come Fabio Liverani e Roberto Stelllone certo, ma soprattutto in virtù di alcuni precedenti febbricitanti allo stadio Via del Mare in Salento.

Nella nomenclatura dei 23 incontri (in trasferta) tra giallorossi e rosanero nella storia, di cui si contano 12 per i primi e 4 per i secondi – 6 sono i pareggi -  affiorano il successo palermitano del 23 ottobre del 1994 e quello leccese del 7 giugno del 2003. Nella stagione 1994 – 1995 i rosanero proclamano l’eroe Campilongo che insacca in rete ben cinque volte in un match dai contorni iperbolici: 1 a 7 in favore del Palermo. L’attaccante non sapere ancora che sarebbe entrato nella storia, una quintupletta ineguagliata ancora oggi da nessuno in campionato. Anche allora era l’ottava giornata di serie B con i rosa imbottigliati a metà classifica, mentre i pugliesi sarebbero scesi in serie C per poi ottenere una promozione nella serie cadetta l’anno dopo. Inversamente nella stagione 2002-2003 si sarebbero riscattati i padroni di casa con Delio Rossi, autore in quell’annata della promozione nel massimo campionato a discapito proprio della società di Viale del Fante che lo avrebbe successivamente ingaggiato. Una sconfitta “indolore” visto che i rosanero, prelevati da Zamparini da un anno dopo l’era Sensi, si rifecero il 29 maggio dell’anno dopo con Guidolin e Luca Toni, ma che certamente riporta alla memoria il primo anno di gestione dell’imprenditore friulano, che da lì a poco avrebbe aperto una parentesi quindicennale meravigliosa per il Palermo. L’anacronistica suggestione porta i rosa a guardare oggi invece con meno distensione il futuro, visto un sedicente addio da parte del patron e l’entrata in scena di diversi acquirenti e trattative mai concretamente finalizzate. Un altro tuffo nel passato nei precedenti con il Lecce, e che rappresenta un momento topico delle migliori stagioni dei siciliani, è il 29 ottobre del 2008 quando il match terminò in pareggio (1-1) in A con reti di Di Michele e Munoz. Allora i rosa terminarono il campionato da ottavi in classifica a 57 pt e per poco non riuscirono a qualificarsi in Europa League a vantaggio di Roma, Lazio e Genoa. Oggi la classifica invece recita un diverso copione ed anche la serie, vista la mancata promozione dello scorso anno e il ritorno di Bruno Tedino sulla panchina del Palermo, poi nuovamente esonerato da Zamparini dopo la disfatta di Brescia. Con il ritorno di Stellone, si è vista finalmente un’identità di base con i due attaccanti per la prima volta scesi in campo insieme contro il Crotone e non solo: in settimana le parole al miele di Rajkovic sul carisma del tecnico hanno squarciato le tenebre di una stagione iniziata non proprio sotto i migliori auspici. A proposito del difensore sloveno, dovrebbe partire titolare insieme Bellusci nel match di domenica sera con Brignoli tra i pali. Al centro si prevede il rientro di Struna, già da settimane sulla via della guarigione, mentre in attacco ancora aut Lo Faso. Nel caso in cui il centrale dovesse nuovamente assentarsi ci sarebbero come alternative Pirrello o Szyminski posizionati al centro destra con Bellusci dirottato al centro. A centrocampo (si prevede un nuovo modulo, il 3-4-1-2) dovrebbe esserci spazio per Salvi, Haas, Murawski (Jajalo) e Mazzotta. In attacco possibile trequartista Falletti al posto di Trajkovski che Stellone vorrebbe risparmiare in conseguenza degli impegni con la nazionale, così come Puscas, anche se il rumeno è apparso rigenerato con l’under 21. Al suo posto potrebbe essere impiegato il numero 9, ex Venezia, Moreo insieme, a quello che è nuovamente il punto inamovibile del Palermo: Ilja Nestorovski. Nell’altro scorcio di Meridione invece, l’ex rosanero Fabio Liverani sembra disposto a schierare un 4-3-1-2 con Vigorito tra i pali; Venuti, Bovo, Meccariello, Calderoni in difesa; Tabanelli, Petriccione, Arrigoni a centrocampo e a supporto delle due punte, il trentenne Mancosu. Durante la settimana l’ex rosanero e ora alla guida dei salentini, si era tolto qualche sassolino dalle scarpe nei confronti di Zamparini, reo nel lontano 2011 di averlo ceduto mostrando una scarsa riconoscenza. E per un’eventuale chiamata sulla panchina del Palermo, sempre l’ex tecnico della Ternana ha sentenziato con una fredda negazione poiché è ancora fresco il ricordo di un rapporto altalenante con il patron del Palermo. Relazioni interpersonali a parte, domenica sera servirà comunque una vittoria ai rosa per rimanere aggrappati all’alta classifica, che comunque corta riesce a dare una qualche soddisfazione in più.

 Elisa Lo Piccolo – Agenzia Stampa Italia

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