(ASI) I pareggi contestati contro Siena e Parma, hanno dato la carica alla Juve di affrontare la partita con un unico obiettivo: vincere. Montella però non si è fatto intimidire e prima della partita auspicava un colpaccio.

Juve che sfiora subito il goal con Marchisio, ma il Catania sale in cattedra e prima ci prova con un gran tiro di Almiron e poi l’altro ex Motta rubando palla a De Ceglie dà un assist a Barrientos che si smarca da Pirlo e infila con un delizioso sinistro Buffon. Buona la reazione della Juve, che tenta il goal con un colpo di testa debole di Borriello e un tiro di Quagliarella ma Kosicky è sempre attento. Al 20’ però Pirlo incanta lo Juventus Stadium con una punizione che beffa la retroguardia etnea. Quagliarella prende una traversa, ma subito dopo replica con una traversa Berghessio. I primi 45’ sono combattuti e avvincenti, Montella però cambia strategia leva Barrientos e mette Bagianti per un Catania più coperto. Ma le cose si complicano perché con un intervento scomposto su De Ceglie, Motta viene espulso per doppia ammonizione, ma il Catania tiene botta e sfiora il vantaggio con un tiro di Almiron abilmente respinto da Buffon. Juve spregiudicata con Pepe al posto di un evanescente Padoin e Vucinic subentrato a De Ceglie, con ancora Borriello e Quagliarella davanti. Pirlo dalla sinistra lancia un cross che con forza e grinta Chiellini colpisce di testa per il vantaggio bianconero. Il Catania si spegne, la Juve preme ancora con Vucinic e Quagliarella, mentre Conte si copre togliendo Borriello per Lichsteiner. Kosicky fa il suo unico erroe con un brutto rinvio, che ancora Pirlo blocca e serve Quagliarella che segna il 3 a 1 della vittoria. Esplosione dello stadio e dalla gioia Storari accorso per abbracciare i compagni ferisce sulla testa Quagliarella e Pepe al naso, gesto forse un po’ esuberante, am che testimonia l’affiatamento di questo gruppo, che non ci sta a lasciare la vetta al Milan, che dovrà affrontare domenica. Il Milan è galvanizzato dalla goleada all’Arsenal, ma Pirlo con la sua prestazione maiuscolo, sta lanciando la sua personale sfida alla sua ex squadra che non ha creduto in lui, scaricandolo, non rinnovandogli il contratto e che ora è diventato l’avversario più agguerrito.

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