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(ASI) Finalmente la festa rossonera. Dopo sette anni arriva lo scudetto della “maturità” e il Milan pareggia i conti con i cugini nerazzurri per il secondo posto per gli scudetti più vinti (sempre che Calciopoli non cambi qualcosa). Il Milan ha messo subito in chiaro fin dall’estate che voleva questo titolo e Ibraimovich e Robinho, che sono stati effettivamente pedine di questo scudetto rispettivamente con 14 e 12 goal . Allegri ha centrato al primo colpo e ha dimostrato grandi qualità per gestire il tanto atteso successo. Il Milan una volta raggiunta la vetta non l’ha mollata, ha gestito il suo vantaggio e alla sfida cruciale nel derby non ha fallito. Scuce all’Inter cinque (o quattro?) anni lo scudetto, dopo averla battuta due volte e aver fermato l’altra rivale di questa stagione, il Napoli, in entrambi gli scontri. Nessuno può contrastare la forza di questo collettivo, che annovera anche grandi campioni del passato e del presente, che insieme hanno guadagnato punto dopo punto la vittoria finale, perdendo in questo lungo cammino solo 4 volte: con il Cesena all’inizio del campionato, con la Juve, quando ancora i giochi non erano accesi, con la Roma sul finale del girone di ritorno e con il Palermo quando già c’era un certo vantaggio. Complimenti ai senatori Gattuso, Seedorf, Nesta che hanno inciso moltissimo e hanno trasmesso lo spirito vincente ai nuovi arrivi come Boateng, Van Bommel e naturalmente senza trascurare quei fantastici quattro davanti. C’è il rimpianto della Champion, ma una finale di Coppa Italia da non trascurare e tutti quanti dal Presidente ai tifosi vogliono continuare la festa. Ai neo campioni d’Italia il compito di non smettere questa melodia.

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