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(ASI) Derby d’Italia come uovo di Pasqua. L’anno scorso l’ex Amauri regalò una bellissima colomba per lo scudetto della Juve con il goal al Milam, quest’anno la sfida ha il sapore della vendetta. L’affronto allo Juventus Stadium non è stato dimenticato, ma c’è lo spettro Bayern che potrebbe presentare delle insidie. Conte mette i suoi migliori a parte sulle fasce dove ripropone Asamoah e lancia Padoin, davanti spazio a Quagliarella e Matri. Stramaccioni mette una solida difesa a 3 con Chivu, Samuel e Ranocchia, Zanetti e Pereira sulle fasce, al centro Gargano e il gioiellino Kovacic, Alvarez trequartista con Guarin in panchina e davanti Palacio e Cassano. Inter con due italiani in campo, Juve invece con due stranieri. Ritorna la sfida alle 15, c’è un illustre precedente quello del 1998 vinto dalla Juve con rigore di Del Piero, ma con quel polemico contatto in area Ronaldo-Juliano.

Juve parte fortissima e al terzo Quagliarella sblocca.  Asamoah serve Matri di prima per il napoletano che da 25 metri ha sfoderato un missile sotto la traversa. Partenza lampo della Juve come all’andata e l’Inter  che deve fare un’altra impresa come all’andata. Al 7’ dopo un calcio d’angolo battuto male da Cassano, nella ripartenza bianconera Padoin crossa per Bonucci in un buona posizione, colpisce male e la palla va alta. Al 12’ primo sussulto neroazzurro Cassano sfodera un gran tiro dal limite dell’area, Buffon riesce a deviare in angolo e poi poco dopo il portierone si supera su un colpo di testa ravvicinato di Palacio deviando sulla linea, dando l’illusione del goal. Al 16’ primo ammonito Gargano, che protesta con forza. Bella partita con molto agonismo, forse troppo, Inter combattiva, Juve ordinata. Al 28’ Grandissimo lancio di Pirlo per Vidal che sbaglia lo stop davanti ad Handanovic, che sventa il pericolo uscendo prontamente: episodio dubbio perché la Juve ha invocato il rigore per l’opposizione con il corpo dell’estremo difensore.  Al 40’ Pirlo con un gran tiro prova a beffare Handanovic, che replica con un bell’intervento. Al 44’ altro colpo di testa di Palacio, ma ancora una volta Buffon pronto. Partita equilibrata, ancora apertissima per il momento, sbloccata da un colpo di genio dei suoi interpreti.

Stramaccioni gioca l’asso Guarìn, colui  che spaccò la partita all’andata, nel tentativo di ripetersi, sostituendo Alvarez. Ammonito pure Pereira per un fallo su Padoin. Inter pimpante che si fa pericolosa con Cassano e Palacio un paio di volte. Al 53’  Pirlo perde palla, percussione Inter, Kovacic serve Cassano che dà una palla deliziosa a Palacio che pareggia e Inter rivive l’andata.  Juve che paga l’approccio morbido.  La Juve è dura a morire, prova a morire al 59’ l’attivo Padoin anticipa Pereira su cross basso di Asamoah, ma Handanovic para. Sempre Padoin crossa dal fondo, palla a Vidal  passaggio filtrante per Quagliarella che mette in mezzo e Matri anticipa tutti sul primo palo e mette dentro sotto le gambe del portiere. Polemiche Inter perché pare che Padoin avrebbe superato la linea di fondo prima del cross. Conte leva lo stanco Asamoah e mette dentro Peluso, giocando con le ali ex Atalanta e Juve ad eccezione di Vidal made in Italy. Inter che starvolge gli schemi e torna alla difesa a 4, via Ranocchia ammonito e dentro il senatore Cambiasso.  Polemiche Inter: contrasto dubbio Kovacic-Chiellini. Ammonito poi Barzagli per un fallaccio su Cassano. Buona reazione dell’Inter che spinge, rintanando la Juve nella sua area. Cassano ispirato, viene fermato al 73’ all’ultimo da Chiellini. Al 74’ la Juve si copre esce Matri entra Pogba, mentre l’Inter si allunga leva Gargano e spazio a Rocchi. Juve in calo e Inter molto più attiva. All’82 ultimo cambio per Conte Giovinco per Quaglairella. Ammonito nel finale pure Chiellini, dove l’Inter si spinge tutta avanti con incursioni persino di Handanovic e Juve tutta dietro, ma l’atmosfera si riscaldo con un intervento durissimo di Cambiasso su Giovinco, espulso e triplice fischio.

Ottima Juve nel primo tempo, calo vistoso nel finale, con un Inter che le ha provate davvero tutte. Juve che ha dato prova di carattere e forza ed è un’altra grandissima verso lo scudetto.  Insomma chi in casa ferisce, in casa perisce. Ma ora è tempo di Bayern…

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

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