Il punto sulla ventiseiesima giornata di serie A

(ASI) Juventus-Siena: La capolista di scena allo “Juventus Stadium” contro il Siena di Iachini, una delle squadre più in forma del momento e con un Emeghara in stato di grazia (5 gol nelle prime 4 apparizioni), voleva e doveva trovare la vittoria per non permettere al Napoli di avvicinarla in vetta.

I padroni di casa partono abbastanza bene, ma il tandem offensivo Giovinco-Vucinic sbatte contro la difesa toscana che nella prima mezz’ora tiene botta, concedendo poche occasioni nitide alla Juve: Il dominio territoriale degli uomini di Conte però si concretizza al 30°, quando Vucinic pesca l’inserimento di Liechtsteiner, che a tu per tu con Pegolo (non esente da colpe) non fallisce e sigla l’1-0. Il Siena prova a reagire in chiusura di tempo sfruttando la velocità di Rosina e Valiani sulla trequarti, ma non riesce a produrre occasioni concrete, si va negli spogliatoi sull’1-0. Nella ripresa i bianconeri provano a chiudere il match, ma Pegolo è reattivo su un paio di conclusioni di Giovinco. Al 64° Conte inserisce Matri per Vucinic, dall’altra parte Iachini gioca la carta Pozzi al posto di Valiani (una punta per un trequartista). Al minuto 74 la Juventus raddoppia, stavolta è Pirlo ad ispirare Giovinco freddo a battere Pegolo per la seconda volta. Partita chiusa? Assolutamente no, perché il Siena sta bene atleticamente e prova a tornare in partita prima con Emeghara, poi con Terlizzi che lascia partire un rasoterra da 25 metri che si stampa sul palo alla sinistra di Buffon. All’89° la capolista sferra il colpo di grazia con Paul Pogba, fin lì autore di una buona partita sia in fase offensiva che difensiva, il quale mette in mostra il pezzo migliore del suo repertorio, ovvero il tiro da fuori, lasciando partire un violento destro da che si infila alla destra del portiere ospite. Finisce 3-0 dunque, risultato troppo largo in relazione a quanto di buono hanno mostrato i toscani, ma fondamentale per la Juve che si porta temporaneamente a +7 dal Napoli.                                                                                                                                                                  

Inter-Milan: Il “derby della Madonnina” faceva da posticipo serale della domenica di questa 26° giornata di campionato. I nerazzurri volevano dare contiuità alle vittorie contro Chievo e Cluj nonostante le assenze di Samuel e Milito, ma con Ranocchia recuperato in extremis, i rossoneri invece sulle ali dell’entusiasmo dopo la vittoria di martedì contro il Barcellona, cercavano 3 punti per dare continutà alla lotta al terzo posto e magari avvicinare il Napoli al secondo. Fin troppo facile individuare l’uomo copertina: Mario Balotelli, riposato e motivatissimo contro la squadra che ‘ha lanciato in serie A. La partenza dei rossoneri è travolgente, Montolivo imposta meravigliosamente, El Sharaawi e Boateng (preferito a Niang) si muovono molto sulle fasce e  Zapata e Mexes gestiscono senza affanni il duello con Palacio e Cassano. La manovra degli uomini di Allegri e più che mai fluida e gli permette di creare più di un occasione; Prima de Sciglio fa partire un traversone da sinistra, con Handanovic che in uscita bassa anticipa di un niente Balotelli, poi lo stesso super Mario con una violenta punizione da 25 metri costringe il portiere nerazzurro alla parata plastica. Al 21° il Milan passa; Boteng riceve palla sulla trequarti e pesca con un passaggio rasoterra l’inserimento da sinistra di El Sharaawi, che appena dentro l’area infila Handanovic con un chirurgico esterno destro. Il Milan avrebbe anche la possibilità di raddoppiare qulache minuto dopo, quando sugli sviluppi di un corner da sinistra, Balotelli svetta di testa, ma Handanovic toglie la palla da sotto la traversa con un colpo di reni incredibile (forse la parata più bella dell’anno); si va a riposo sull’1-0 per i rossoneri. Nella ripresa l’atteggiamento interista cambia, i nerazzurri prendono in mano il pallino del gioco e si rendono pericolosi con un paio di incursioni di Guarìn, non riuscendo però a concludere a rete. I rossoneri dopo un’ora di gioco cominciano a palesare una certa stanchezza (data la battaglia agonistica di 4 giorni prima) e l’Inter ne approfitta al minuto 72, quando il subentrato Schelotto raccoglie un cross da sinistra di Nagatomo e di testa batte l’incolpevole Abbiati. Da lì al termine accadrà poco altro con le 2 squadre che danno vita a continui ribaltamenti di fronte, senza però rendersi particolarmente pericolose; finisce 1-1.                                           

Udinese-Napoli: Nel match delle 19 di lunedì i partenopei dovevano vincere per riportarsi a -4 dalla Juventus capolista,  friulani invece volevano conquistare i 3 punti per alimentare i propri sogni europei. Mazarri parte con Insigne al fianco di Cavani con Pandev in panchina e Mesto sulla destra, Guidolin affianca Muriel a Totò di Natale davanti. La prima mezz’ora è piuttosto noiosa, con le 2 squadre più attente a non prendere gol che a farne, col Napoli che si affida alle fiammate di Insigne e agli inserimenti di Hamsik, senza però riuscire a far male. Sul finire di prima frazione Di Natale ha sul destro la palla del potenziale vantaggio, ma calibra male il tiro. Nella ripresa il Napoli prende campo, complice anche l’ingresso di Pandev al posto di un Inler poco ispirato e a 20 dalla fine costruisce la palla gol più nitida del match: Armero va via sulla sinistra entra in area e crossa rasoterra per Cavani, il Matador però non riesce a girare in rete da dentro l’area piccola. Nel finale il Napoli ci prova con IInsigne prima e con Hamsik poi, ma la difesa friulana regge bene ed il match si conclude in parità, coi partenopei che quindi restano a -6 dalla vetta.

Lazio-Pescara: L’undici di Petkovic non poteva permettersi passi falsi davanti al suo pubblico contro il Pescara. I biancocelesti nel posticipo delle 21 di lunedì dovevano centrare i 3 punti al fine di riconquistare il 3° posto ai danni del Milan. I padroni di casa privi di Klose e Mauri, presentano una trequarti costituita da Lulic, Hernanes e Candreva a supporto di Floccari unica punta (Kozak in panchina). La Lazio fin dai primi minuti mostra una netta superiorità tecnica e territoriali e dopo un paio di occasioni passa in vantaggio alla mezz’ora; Lulic entra in area palla al piede e appoggia per Radu, che da centrosinistra lascia partire un mancino di prima intenzione che si in fila sotto il sette del primo palo. 6 minuti dopo i biancocelesti raddoppiano, l’azione parte sempre da sinistra, Lulic stavolta però fa tutto da solo e dopo aver saltato un avversario, di destro spara sotto la traversa. Nella ripresa la Lazio rallenta i ritmi e gestisce il possesso palla, al fine di addormentare la partita e risparmiare energie in vista della supersfida contro il Milan, Petkovic inserisce in corso d’opera anche Onazi (giovane nigeriano reduce dalla coppa d’Africa) e Kozak, ma non accadrà nulla di rilevante fino al fischio finale, il match si conclude sull’1-1.                                                                    Atalanta-Roma: A Bergamoin un “Atleti azzurri d’Italia” innevato e ai limiti della praticabilità si disputava il match fra i padroni di casa dell’Atalanta (bisognosa di punti salvezza) e la Roma di Andreazzoli, reduce dalla vittoria casalinga contro la Juventus. Colantuono schiera Livaja dall’inizio al fianco di Denis ed è proprio l’ Atalanta a partire meglio, con un ottima Bonaventura in fase di rifinitura. Ed è proprio dal piede di Jack Bonaventura che parte l’assist per Livaja, che da distanza ravvicinata porta in vantaggio i suoi al minuto 8. Appena 4 minuti dopo però Marquinho rientra sul sinistro e dal limite dell’area lascia partire un violento sinistro che si infila alla destra di Consiglio. Al 34° i giallorossi passano addirittura in vantaggio grazie a Pjanic, che su punizione beffa per la seconda volta il portiere bergamasco; in chiusura di tempo però è ancora Livaja (servito ancora da Bonaventura) a ristabilire la parità. Nella ripresa  complice anche il campo pesantissimo i ritmi si abbassano notevolmente, ma al 71° i giallorossi trovano il jolly: Bradley fa partire un traversone da sinistra, Torosidis si fa trovare pronto sul secondo palo e di testa scavalca Consigli. Nel finale la squadra di Colantuono cerca in tutti i modi il pareggio, a 5 dalla fine entra anche Budan, ma la retroguardia giallorossa tiene bene e preserva il 3-2 fino al fischio finale.                                                                        

Bologna-Fiorentina Nell’ultima partita di questa 26° giornata, rinviata domenica per maltempo e disputatasi martedì alle ore 20 al “Dall’Ara” di Bologna, i felsinei di Pioli affrontavano la Fiorentina di Vincenzo Montella reduce dal 4-1 casalingo contro l’ Inter. Sono proprio i viola a partire meglio, Borja Valero s distingue come sempre in fase d’impostazione e Lijajc svaria su tutto il fronte offensivo disorientando la difesa di casa. Al 27° gli ospiti passano in vantaggio: dopo un giro palla ben congegnato che apre la difesa, Aquilani al limite dell’area serve Liajc sulla sinistra, col talentino serbo che di destro di prima intenzione infila Curci. Qualche minuto dopo i viola hanno un occasione clamorosa per raddoppiare, ma Cuadrado non riesce incredibilmente ad appoggiare in rete un cross da sinistra, appoggiando a lato da 2 passi. In chiusura di tempo il Bologna prova a reagire con Gilardino, che spalle prova una girata spalle alla porta, ma Viviano blocca senza problemi. Nella ripresa entra un campo un altro Bologna, più carico e più convinto di quello visto nella prima frazione; al 58° arriva il pareggio, Diamanti batte una punizione da sinistra con Motta che svetta di testa e devia in rete. La spinta dei padroni di casa però non diminuisce anzi si intensifica e a 6 minuti dalla fine il Bologna va addrittura in vantaggio col greco Christodolopoulos, che dal limite dell’area fa partire un violento rasoterra che beffa Viviano sul suo palo. Nel finale però la Fiornetina ha un occasione clamorosa per pareggiare, su un traversone da destra infatti, Toni (entrato a 5 dalla fine) salta di testa da solo al centro dell’area, ma non riesce a schiacciare in rete e spedisce la sfera sopra la traversa; finisce 2-1 per la squadra di Pioli.

Le altre partite: Match pirotecnico a Cagliari tra i padroni di casa ed il Torino di Giampiero Ventura. I sardi vanno in vantaggio al 37° con Sau su rigore, nella ripresa scoppia il finimondo: Al 47° Cerci pareggia per il toro, al 54° i granata vanno addirittura in vantaggio con Stevanovic; al 72° Conti pareggia su assist di Cossu, poi, all’86° Ogbonna stende Pinilla in area facendosi espellere e procurando il rigore, dal dischetto va lo stesso Pinilla e porta i sardi in vantaggio. All’89° il Torino rimane addirittura in 9 con Diop che si fa espellere per una gomitata (dopo pochi secondi dall’ingresso in campo), ciò nonostante al 92° il Toro trova il pari con Bianchi su rigore; al 95° però Conti batte da 25 metri, la palla deviata da Glik si infila alle spalle di Gillet: doppietta del capitano e vittoria dei padroni di casa per 4-3.  La Sampdoria batte 2-0 il Chievo in virtù delle reti di Poli ed Edèr nella ripresa. Palermo-Genoa non vanno oltre lo 0-0 nonostante gli ospiti abbiano avute 2 ghiotte occasioni con Borriello, che prima a tu per tu con Sorrentino gli conclude addosso, poi nella ripresa addomestica un traversone da destra e gira di estro, ma Sorrentino blocca senza affanni. Il Catania di Maran continua a stupire centrando una vittoria difficilissima sul campo del Parma, gli etnei passano subito in vantaggio con Lodi su punizione, raddoppiando in chiusura di tempo con Koke, che conclude una bella azione corale. Nella ripresa gli uomini di Donadoni reagiscono e riescono ad accorciare le distanze con Amauri in chiusura d tempo, ma non riescono a completare la rimonta.

Alessandro Antoniacci-Agenzia Stampa Italia

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