(ASI) Il Parma riesce a fermare sul pari la Juventus, mantiene l’ imbattibilità casalinga e riapre definitivamente il campionato. Il primo tempo è piuttosto bloccato con la coppia d’attacco Giovinco-Quagliarella risulta piuttosto sterile complice anche un Parma che si dimostra solidissimo dietro, concedendo poco o niente alle offensive bianconere; anzi sono proprio gli emiliani ad avere un paio di occasioni con Belfodil ed Amauri in acrobazia.

Nella ripresa i ritmi si alzano, e gli uomini di Conte riescono a trovare il vantaggio al 52’ grazie ad una punizione dal limite di Pirlo, che complice una deviazione di Biabiany si infila alle spalle di Mirante. La reazione del Parma non si fa attendere, i bianconeri soffrono la velocità di Biabiany e Sansone sugli esterni ed al minuto 78 trovano il pari proprio con Sansone, che lanciato rasoterra da Paletta (fra i migliori in campo) brucia Caceres sullo scatto e batte Buffon con un diagonale sul secondo palo. La Juve nel finale ci prova con Vucinic e Matri (entrati in corso d’opera), non riuscendo però ad impensierire seriamente Mirante. Finisce 1-1, 1 punto in 2 partite per la Juve e vantaggio ridotto a soli 3 punti dalla Lazio e 5 dal Napoli. Già perché la Lazio di Petkovic inanella la 4° vittoria consecutiva in casa contro l’ Atalanta, nonostante i bergamaschi abbiano venduto cara la pelle. Nel primo tempo i biancocelesti combinano poco, Candreva e Lulic sugli esterni non mantengono le aspettative e Klose viene ben contenuto dalla retroguardia scelta da Colantuono. Ad inizio ripresa Petkovic azzecca i cambi, Floccari rileva Candreva, mentre Cana prende il posto di Lulic. Floccari in particolare dà una notevole scossa offensiva ai suoi e dopo aver colto una traversa con una conclusione dal limite, trova il gol del vantaggio al 68’ facendosi trovare pronto in ribattuta, il controllo dell’ attaccante laziale è però palesemente falloso (tocco di mano evidente). 10 minuti dopo la Lazio raddoppia grazie ad un autorete di Brivio, che di testa corregge involontariamente nella propria porta un traversone da destra di Mauri. A tempo scaduto Hernanes con una punizione da 25 metri coglie la traversa, ma finirà 2-0, con la Lazio che si conferma solitaria al secondo posto. Il Napoli si conferma in grande condizione e travolge al “San Paolo” il malcapitato Palermo con un perentorio 3-0. Il vantaggio i partenopei lo trovano alla mezz’ora con Maggio (3° gol consecutivo), abile ad incornare in rete un preciso cross da sinistra di Hamsik. 4 minuti dopo arriva il raddoppio di Inler, che con un violentissimo sinistro dal limite trafigge Ujkani. Nella ripresa gli uomini di Mazzarri mantengono un’intensità notevole, al 68’ Insigne rileva Hamsik e 5 minuti dopo sigla la rete del 3-0 con un preciso destro all’ incrocio su servizio di Inler da destra. Nel finale ci sarebbe anche l’occasione per Cavani di realizzare il 100° gol in A, ma il matador solo davanti ad Ujkani spreca cercando un improbabile cucchiaio che si spegne a lato. Anche l’ Inter ritrova la vittoria ed esce da una crisi di risultati che stava diventando preoccupante. Stramaccioni opta per la coppia d’attacco Palacio-Cassano, con Guarin a sostegno e Milito in panchina, in difesa inedito terzetto costituito da Cambiasso, Silvestre e Chivu. Il vantaggio i nerazzurri lo trovano con Palacio al 31’, l’argentino si libera del diretto marcatore e con un destro basso angolato batte Perin. Dopo 10 minuti del secondo tempo Guarìn si fa 20 metri palla al piede, triangola con Palacio e di destro mette a segno il raddoppio. A 20 dalla fine Stramaccioni fa esordire Rocchi in maglia Inter, l’attaccante ex Lazio da tempo alla ricerca del gol numero 100 in A, risulta molto propositivo, ma non riesce a trovare la via della rete. Si complica la vita per la lotta alla Champions la Fiorentina di Vincenzo Montella, che contro ogni pronostico ottiene 0 punti contro Pescara e Udinese. Dopo la debàcle interna contro gli abruzzesi infatti, i viola cercavano riscatto al “Friuli”, e al 20’ trovano la rete del vantaggio con Rodriguez che svetta di testa, la palla sbatte prima sulla traversa poi sulla schiena di Brkic, infilandosi in rete. Sul finire di prima frazione arriva il pari di Totò Di Natale su calcio di rigore. Nella ripresa l’ undici di Guidolin torna in campo con più convinzione, difensivamente riescono a contenere e sfruttano al meglio le ripartenze, trovando dapprima la rete del vantaggio ancora con Di Natale al 66°, poi un minuto arriva il 3-1 di Luis Muriel (3° gol consecutivo), chiudendo il match. Fiorentina che resta a quota 35 quindi ed ora a -7 dalla terza. Della sconfitta dei viola non approfitta la Roma, che ottiene la seconda sconfitta esterna consecutiva sul campo del Catania. In controtendenza rispetto ai match dei giallorossi, il primo tempo regala poche emozioni, le migliori occasioni le ha però la Roma, con Destro poco lucido sotto rete; da segnalare l’ infortunio di Almiron al 40’ che lascia il posto a Castro. Nella ripresa escono gli etnei che al 62’ passano con Gomez che sfrutta un’ assist di Bergessio ed infila Goicoechea. La Roma nel finale si riversa in avanti alla ricerca del pareggio, ma la scarsa vena offensiva di Destro e Lamela e l’assenza di capitan Totti (imprescindibile), non consentono all’ undici di Zeman di concretizzare; finisce 1-0, con Zeman che dovrà anche giustificare la rinuncia per scelta tecnica a Daniele De Rossi a favore di Tachtsidis. Il Milan non va oltre lo 0-0 a Genova contro una Sampdoria che sembra rigenerata dalla cura Delio Rossi. Allegri manda in campo un 4-3-3 sperimentale, con un baby attacco composto da Niang (93), El Sharaawi (92) e Bojan (90), e con Boateng impiegato come mezz’ala sinistra di centrocampo. Nei primi 45 minuti sono i blucerchiati a rendersi pericolosi con Poli, con un bel tiro a giro sul secondo palo che Abbiati respinge e con Edèr, che con una violenta punizione dal limite impegna ancora il portiere rossonero, che si fa trovare ancora prontissimo. In chiusura di tempo Allegri inserisce Flamini per Ambrosini infortunato. Nella ripresa il Milan prende campo, il tecnico toscano inserisce in corso d’opera Robinho per un deludente El Sharaawi, ma la manovra dei rossoneri è macchinosa e piuttosto sterile, nonostante ciò Niang si rende protagonista di un’insidiosa conclusione da destra respinta da Romero e Boateng raccoglie un tiro-cross di Bojan, ma Romero si dimostra ancora attento. Nel finale c’è spazio anche per una super occasione per la Samp, con Icardi, che a tu per tu con Abbiati difetta nella mira, spedendo a lato. Risultati importanti anche in ottica salvezza, il Cagliari di Lopez e Pulga ritrova una vittoria che mancava da troppo tempo e lo fa in casa contro il Genoa (una diretta concorrente). Dopo un primo tempo noioso, è però il Genoa a passare in vantaggio al 3’ st con Pisano, i sardi però hanno una reazione veemente e con Sau prima (assist di Nainngolan) e Conti poi ribaltano il risultato a proprio favore, ottenendo 3 punti fondamentali e facendo precipitare gli uomini di Del Neri in piena crisi. Travolgente vittoria casalinga del Bologna, che con un secco 4-0 liquida il Chievo di Corini nell’anticipo delle 18 di sabato. Mattatore di giornata è Alberto Gilardino, che dopo il vantaggio di testa di Konè, realizza la doppietta che chiude la partita. La rete del 4-0 la realizza Gabbiadini che si invola in contropiede e a tu per tu con Sorrentino lo batte con un preciso diagonale. Pirotecnico l’anticipo domenicale delle 12,30 tra Torino e Siena. I granata passano in vantaggio al 5’ con Brighi che raccoglie un cross da destra, alla mezz’ora i toscani pareggiano con Reginaldo grazie ad una deviazione fortuita; 2 minuti e padroni di casa tornano di nuovo avanti con Bianchi, abile ad insaccare di testa sul secondo palo. Nel recupero del primo tempo Cerci parte in contropiede dalla sua metà campo, si fa 60 metri palla al piede, salta Pegolo e realizza il 3-1. Partita finita? Macchè! Nella ripresa gli uomini accorciano le distanze col neo entrato Paolucci, e al 90’ ottengono un calcio di rigore, ma l’ex di turno Rosina calcia a lato. Siena alla sesta sconfitta consecutiva e sempre più ultimo.

 

Alessandro Antoniacci – Agenzia Stampa Italia

 

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