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(ASI) Per una squadra che non vinceva in casa da 70 giorni deve essere stata una sorta di liberazione. Danilo D’Ambrosio ha spezzato l’incantesimo negativo dell’Olimpico e ha regalato la vittoria al Torino su uno spento Bologna. Poco pericolosa e con idee confuse la squadra di Pioli, che ora è penultima in classifica. Ottima prova dei granata da parte di Cerci e Santana.

Il primo tempo di Torino-Bologna ben chiarifica il momento che stanno vivendo le due squadre. I granata in casa continuano a faticare più del dovuto e il Bologna, lontano dal Dall'ara, ha vinto solamente a Roma. Mancano le iniziative, mancano le idee e i troppi fischi di Gervasoni spezzettano un gioco già poco piacevole di suo.

Nel grigiore generale brilla soltanto Alessio Cerci, che con le sue accelerazioni continue a destra, mette in difficoltà sia Cherubin che Pulzetti. Diamanti e Gilardino si cercano e si trovano poco, Sansone e Bianchi duettano solamente una volta, creando la più grande occasione della prima frazione: uno-due perfetto e capitano del Torino che calcia alto da ottima posizione. Lo 0-0 di metà gara non soddisfa nessuno, ma è l’unico possibile risultato per quanto visto in campo.

La ripresa si apre ai ritmi da crociera del primo tempo. Per mezzora gli attacchi non si vedono e continuano invece a vedersi errori in disimpegno e ripartenza. Ci pensa Danilo D’Ambrosio, appena diventato capitano per la sostituzione di Bianchi, a sbloccare un match che sembra indirizzato al più classico degli 0-0. Il difensore, a pochi passi da Agliardi, colpisce di testa su cross di Santana e insacca il gol del vantaggio granata. Da quel momento in poi il Bologna prova a svegliarsi e con lui Diamanti e Gilardino, fino a quel momento inesistenti. Nemmeno l’inserimento di Gabbiadini però riesce ad impensierire seriamente Gillet, con il Torino bravo a controllare gli sforzi offensivi degli emiliani e a portare a casa la vittoria. Per i piemontesi si tratta del terzo risultato utile consecutivo, dopo i pareggi con Lazio e Napoli. La classifica sorride: a 14 punti, a pari del Milan, si può giocare più tranquillamente. Il Bologna invece non riesce ad uscire dal periodo nero: 8 soli punti in classifica significano penultimo posto (sarebbe ultimo se il Siena non avesse la penalizzazione). A questi ritmi si retrocede. E retrocedere con Diamanti e Gilardino in squadra è un incubo che né Pioli, né la tifoseria rossoblu può immaginare nel peggiore degli incubi.

 

TABELLINO

 

Torino (4-3-3): Gillet sv; Darmian 6, Glik 6.5, Gui. Rodriguez 6.5, D'Ambrosio 7; Gazzi 6.5, Basha 6.5 (29' st Brighi 6 ), Vives 5.5 (1' st Santana 6.5 ); Cerci 8, Sansone 6.5 , Bianchi 5 (19' st Meggiorini 5.5 ). A Disp. L. Gomis, Agostini, Birsa, Di Cesare, Masiello, Verdi e Sgrigna. All. Ventura 7.

Bologna (3-5-1-1): Agliardi 6; Antonsson 4.5 (29' st Gabbiadini sv), Sørensen 6, Cherubin 5.5;

Garics 5, Taider 5, Perez 5.5 (11' st Krhin 5), Guarente 5, Pulzetti 4 (1' st Motta 5); Diamanti 6; Gilardino 5.5. A Disp. Curci, Pazienza, Paponi, Koné, Pasquato, Lombardi, Abero, Riverola e Radakovic. All. Pioli 5.

 

PAGELLE:

Gillet sv: tolto un passaggio da brivido nel primo tempo zero parate decisive.

Darmian 6: si becca qualche urlo da Ventura per passaggi sbagliati ma fa il suo.

Glik 6.5: sta costruendo con El Pelado una diga in difesa.

Gui. Rodriguez 6.5: sta dimostrando di essere un ottimo acquisto.

D'Ambrosio 7: torna a segnare dopo la trasferta di Bergamo. 3 punti speciali.

Gazzi 6.5: ringhia su ogni pallone, buona prova del rosso di Torino.

Basha 6.5: meno male che non era adatto per la serie A. (29' st Brighi 6: pian piano sta tornando ai suoi livelli da top player.)

Vives 5.5: patisce un pochetto il gioco del Bologna. (1' st Santana 6.5: sui calci da fermo è letale, entra e il Toro segna.)

Cerci 8: lezione di calcio, indiavolato nel primo tempo. Forse uno degli acquisti migliori di Cairo.

Sansone 6.5: cerca il gol sotto la Maratona, la difesa si salva.

Bianchi 5: voto concesso poiché è il capitano, ma meritava molto di meno. (19' st Meggiorini 5.5: si capisce perché non è da A. fa veramente poco, però più del suo capitano.)

 

Amedeo Baratta-Agenzia Stampa Italia

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